
Toirano. Sabato 13 febbraio è stata inaugurata la mostra-laboratorio “Metafore della conoscenza” organizzata dalla Civica Università di Toirano e che sarà ospitata nel Palazzo del Marchese sino al 13 marzo. La mostra sta avendo un ottimo successo di pubblico con partecipazioni qualificate di esperti e operatori, in particolare dei settori dell’educazione e del sociale.
Il convegno iniziale è stato aperto dal presidente I.so. Luca Malvicini il quale ha efficacemente introdotto l’argomento ironizzando sulle metafore che ci circondano e utilizzando oggetti e strumenti che ci coinvolgono nelle metafore del nostro vivere quotidiano, partendo dall’assunto che “La metafora crea qualcosa che non esisteva partendo da elementi esistenti”. La partecipazione è stata numerosa e, pertanto, le persone che non potevano essere contenute nella sala consiliare sono state ospitate in altra stanza all’uopo attrezzata con sistema di videoconferenza.
Subito dopo c’è stato il saluto del vice sindaco Mirko Infantino, il quale ha esteso il plauso anche degli altri amministratori presenti e non, per un convegno di livello che ha interessato il pubblico anche di altre regioni.
Coordinatrice dei lavori è stata Barbara Visentini, responsabile didattica della Civica Università di Toirano, che ha introdotto i relatori. Questi ultimi sono stati Donata Fabbri del Cipc di Ginevra sul tema “Metafore della conoscenza”; Pietro D’Alfonso, pedagogista di Milano sul tema “Il re era davvero il re”; Luigina Mortari dell’Università di Verona sul tema “Una metafora per amica”; Domingo Paola del Gremg di Genova sul tema “Nuove tecnologie e nuove metafore nella didattica della matematica”; Alberto Munari dell’Università di Padova sul tema “Si può pensare senza metafore?”.
Al termine del convegno è stata inaugurata la mostra “Metafore della conoscenza”, nel Palazzo del Marchese, con una serie di laboratori per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, per avvicinare il giovane pubblico alla comprensione delle diverse metafore della conoscenza e alle loro caratteristiche. All’arrivo, i partecipanti sono stati accolti da un giocoliere sui trampoli che li ha introdotti nel percorso.
La mostra precede un percorso dove ogni spettatore sceglie le frasi che rappresentano di più il proprio modo di organizzare la conoscenza per poi cercare sui vari pannelli la metafora corrispondente e che si riferisce di più a quelle che la persona usa più frequentemente. Nel percorso vengono forniti una scheda e dei timbri da apporre sulla scheda personale a ricordo di ogni metafora.
La metafora è una scintilla di senso, un fatto del pensiero non del linguaggio perché è il pensiero ad avere natura metaforica. Conoscere è un assedio che la mente fa alle cose e la conseguenza che traiamo dalla metafora ci dà ricchezza. Quindi la metafora è impertinente, ci stimola e, da arte e poesia, passa anche alle scienze e alle tecniche, come dimostrato da Paola parlando di grafici, derivate, secanti e tangenti. E’ la tesi della “creatività forte” che è stata condivisa da tutti i relatori e da un pubblico che non si è perso un intervento.
Al termine della mostra, l’aperitivo con specialità toiranesi è stato l’ultima gradita sorpresa di una giornata di arricchimento personale e di cultura ligure nel borgo medioevale di Toirano.