
Alessandro Garassini, candidato con l’Udc in appoggio al candidato presidente Claudio Burlando, risponde alle accuse dell’esponente di centrodestra Angelo Barbero che lo accusa di “incoerenza politica”, soprattutto per quanto riguarda la questione Santa Corona. Barbero, infatti, aveva sottolineato come Garassini fosse passato dal ruolo di paladino del Santa Corona contro la politica di deaziendalizzazione attuata dall’attuale giunta regionale, a candidato in appoggio di quella stessa parte politica.
“La mia posizione sul Santa Corona è coerente e lineare – fa sapere Garassini in una nota -. Sono stato e resto contrario alla deaziendalizzazione; lo ritengo un errore amministrativo, politico e prima di tutto tecnico, ed il TAR Liguria mi ha dato ragione, e continuerò ad operare perché la Regione torni sui suoi passi, anche sedendo sui banchi della maggioranza in consiglio regionale”.
“Altrettanto coerente – continua l’esponente dell’Udc – è la mia posizione politica; nel 1994 ero iscritto al partito popolare, non ho mai aderito al PD ed oggi sono nell’UDC che, nell’alleanza con il centro sinistra, rappresenta esattamente gli stessi valori e la stessa posizione che rappresentava il PPI 15 anni or sono. Le critiche di Barbero sono ridicole; secondo lui, ogni volta in cui non si è d’accordo con la propria parte politica si dovrebbe correre a sostegno della parte avversa. E che, per stare in una coalizione, si debba sempre accettare supinamente i diktat provenienti dall’alto. Questo atteggiamento è tipico di chi è abituato a ricevere ordini, come succede in Liguria nel PDL i cui esponenti neppure respirano in assenza di disposizioni da Imperia”.
“Io invece sono un uomo libero, che crede nelle sue idee fino a che non si dimostri che sono errate e che combatte, sempre in prima linea e senza timore, per affermarle. Sulla sanità in generale vi è poi molto da dire; la verità è che nessuno, nel corso dell’ultimo decennio, ha avuto il coraggio di dare una svolta al sistema sanitario regionale; così la Liguria, che nasce turisticamente proprio sulla sanità -sanatori e colonie- ha oggi i DRG in uscita e, ad esempio, ha tempi d’attesa per la diagnostica insopportabili; ciò malgrado una logica sanitaria ospedalocentrica, del tutto obsoleta, che penalizza fortemente la sanità territoriale, prova ne sia il fatto che la Liguria ha la più bassa percentuale in Italia di spesa sanitaria dedicata al territorio, pari al 4,7% del totale”.
“Sul punto evidenzio – conclude Garassini – che le potenzialità che potrebbero essere espresse dal modello costituito dai centri salute presenti in molti comuni, da implementare e migliorare per garantire minor spesa farmaceutica e migliori servizi ai cittadini, soprattutto anziani, ed ai turisti della terza età che affollano le riviere, nell’assoluta garanzia del sistema sanitario pubblico, non sono mai state prese in considerazione da alcuno. È un altro errore che dobbiamo assolutamente eliminare”.