
Savona. “Ero disperato e avevo bisogno di soldi”. Sarebbero queste le parole pronunciate questa mattina davanti al gip Donatella Aschero da Giorgio Riolfo, il dipendente dell’Ata di Savona arrestato perché faceva il pieno di benzina a spese dell’azienda. Il giudice per le indagini preliminari, che gli ha concesso gli arresti domiciliari, ha infatti sentito l’uomo nel corso dell’interrogatorio di convalida.
Nell’inchiesta è stato indagato in concorso un amico di Riolfo, R.G., 64 anni, anche lui abitante a Savona. Secondo quanto scoperto dalla polizia quattromila litri di benzina prelevati indebitamente finivano in parte nell’auto di Riolfo che in quella di amici o conoscenti ai quali vendeva il carburante. Per fare rifornimento ai distributori di benzina l’uomo utilizzava una scheda di credito aziendale che in realtà poteva essere consegnata al benzinaio solo durante i periodi di lavoro, ovvero dalle 6 alle 12.