
Regione. “La proposta della Lega Nord di aprire il primo Centro d’Identificazione ed Espulsione in Liguria è l’ennesimo botto da campagna elettorale. Un Cie in Liguria non è neanche necessario dal punto di vista dell’emergenza, la Liguria non è in emergenza sicurezza”. Questo il commento dell’assessore regionale alle Politiche dell’Immigrazione Enrico Vesco sulla richiesta della Lega Nord al governo Berlusconi di aprire in Liguria il primo Centro d’Identificazione ed Espulsione della Regione contro l’immigrazione clandestina.
“Ogni tanto la destra che governa questo Paese fa una proposta sul Cie in Liguria – ha detto Vesco – ma non si capisce neppure bene dove vuole farlo, scegliendo dove, ci sarebbe una reazione forte del territorio. Siccome la destra governa il ministero degli Interni, le questure e le prefetture ci dica se c’è la necessità di avere un Cie? Non c’è la necessità”.
“C’è l’indisponibilità della Liguria ad avere sul proprio territorio un Cie – ha concluso l’assessore -. Noi lo contestiamo politicamente. Non c’é nessuna emergenza sicurezza. La norma approvata dal Consiglio regionale contro i Cie in Liguria, impugnata dal governo e senza ancora la sentenza della Corte Costituzionale, è una norma ancora vigente”.
Contro la possibile costruzione di un Cie in Liguria è intervenuta anche la vicepresidente della Consulta ligure per l’immigrazione Graciela Del Pino: “Mi auguro che non venga fatto la Liguria fino adesso non ha avuto problemi, dobbiamo andare incontro ai principi di umanità e solidarieta. I politici della Lega Nord devono capire che l’immigrazione è un dato di fatto e che senza di noi immigrati tante cose cambierebbero in peggio in questo Paese. Produciamo il 9,3% del Pil in Italia”.