Egregio Assessore Franco Zunino,
le scrivo questa mail come componente del Comitato Ambiente Salute Valbormida e come Infermiere. L’argomente è la centrale a biomassa di Ferrania. La invito a riflettere sull’impatto ambientale che la dimensione di tale centrale potrà arrecare a tutta la Vallata. Studi tecnici evidenziano che le emissioni atmosferiche generate dalla combustione di biomasse emettono grandi quantità di particolato e di ossidi di azoto (circa 10 volte superiori a quelle prodotte dalla combustione di
gasolio a parità di energia prodotta; dati Regione Piemonte 2006).
Il nord Italia è una delle zone più inquinate al mondo (come è visibile dall’immagine satellitare nel sito dell’ESA). Pubblicazioni scientifiche internazionali e nazionali dichiarano che il particolato fine (PM 2,5) è responsabile di patologie respiratorie e cardiache, e mettono in evidenza le correlazioni tra i picchi di tale inquinante in atmosfera e l’incremento di queste patologie. Si evidenzia altresì che i soggetti più a rischio sono bambini ed anziani. A noi risulta che nessuna centralina in Valbormida purtroppo monitorizza il PM 2,5 (nonostante le linee guida dell’OMS, la direttiva europea e la legge italiana lo prevedano).
Pertanto, prima di installare nuovi insediamenti industriali, sarebbe bene aver chiara la situazione attuale dell’inquinamento in Valbormida. Una centrale del genere, che brucierà legna come circa 13.000 caminetti\stufe familiari, che utilizzerà comunque 4.380.000 Nm3\anno di gas metano per controllare la combustione, che produrrà circa 4.000 t\anno di ceneri (composte anche da metalli pesanti), sicuramente aggraverà lo stato di salute di tutti i valbormidesi (le PM 2,5 possono viaggiare anche per 50-60 km) e della diversità biologica.
E’ difficile pensare che tale insediamento produrrà un beneficio economico alla comunità (al progetto non è allegato alcun piano per l’incremento della filiera locale del legno), e di contro aumenterà la spesa sanitaria per le malattie che causerà. Una rinascita economica potrebbe essere legata invece al turismo e al mercato dei prodotti locali, utilizzando la natura che ci circonda senza distruggerla (per esempio costruendo strutture ricettive per i turisti, che verranno trasportati al mare da servizi di bus navetta, senza dover fare code in autostrada).
In conclusione io auspico che su questa questione venga utilizzata al massimo l’etica e la morale che da qualche anno viene sbandierata in campo politico.
La ringrazio dell’attenzione e le auguro buon lavoro.
Distinti Saluti
Giacomo Viglietti