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Lettere

Qualità aria, altra replica a Legambiente: per il MODA i dati sono inattendibili

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In città i limiti di legge per le polveri sottili sono superati. I risultati dell´inquinamento a Savona città secondo Legambiente:
NO2 (4° posto assoluto), media annuale 2008 15,8 ug/mc (limite 40 ug/mc) 4°/88 posto; O3 (5° posto assoluto), 4 superi giornalieri (limite giornaliero legge 120 ug/mc con 25 giorni superi/anno) 45°/50 posto; PM 10 (5° posto assoluto), 8 superi giornalieri (limite giornaliero legge 50 ug/mc con 35 giorni superi/anno) 83°/88 posto.

Come già risposto al Sindaco di Savona Berruti e all´Assessore all´Ambiente Costantino in data 27/10/2009, è doveroso tuttavia aggiornare sia i cittadini savonesi che Legambiente con alcune informazioni di carattere scientifico:

1. Legambiente dovrebbe sapere che il DM 60/02 ma anche la recente direttiva europea 2008/50/CE del 21/5/2008 per le polveri PM10 e PM 2,5 indica come valori limite da non superare non solo quelli giornalieri ma anche le medie annuali (che Legambiente stranamente non cita). Legambiente non sa che le misure satellitari dell´ESA (Agenzia Spaziale Europea) documentano il superamento dei limiti di Legge annuali (40m g/m3) dal 2004 al 2008 anche nella Provincia di Savona? Perché non si misurano a Savona le PM 2,5 obbligatorie dal 2008?

2. Legambiente, da specialista qual è, dovrebbe sapere che le misurazioni delle polveri Pm10 effettuate da ARPAL a Savona non sono attendibili. Riporta uno studio di F.Grasso e M. Beggiato di ARPAL di Genova sul bollettino PM dell´Ordine dei Medici di Savona n°3/2007 “…nella rete di Savona sono attualmente presenti 4 analizzatori di Pm10 automatici (nefelometrici)….la loro equivalenza con il metodo di riferimento è ancora dubbia”. E´ noto che il DM60/02 prescrive come attedibile il metodo gravimetrico sequenziale: quindi i valori di Pm10 riportati da Legambiente e misurati a Savona nelle stazioni di Corso Ricci e Varaldo con analizzatori nefelometrici non a norma di Legge devono considerarsi del tutto inattendibili.

3. Leggiamo nella Premessa del dossier di Legambiente a pag. 4: “Le principali fonti di inquinamento atmosferico a livello nazionale sono rappresentate dal settore industriale e della produzione di energia ……e dai trasporti, …Diversa è la situazione se analizziamo le fonti di emissione all´interno delle aree urbane dove a farla da padrone è sempre e comunque il traffico veicolare, ad eccezione di alcune città che convivono con grandi complessi industriali. È questo il caso di Taranto dove, …, l´industria è responsabile del 92% delle polveri sottili e di oltre l´80% degli ossidi di azoto emessi su scala comunale. Nelle altre grandi città la principale fonte di inquinamento rimane invece il trasporto stradale…….”. Legambiente non cita stranamente Savona come città che convive con impianti industriali ma dovrebbe sapere che il Piano Regionale sulla Qualità dell´Aria 2006 a pag. 1073 afferma che nella zona 2 (Savona, Vado e Quiliano) “essenzialmente la centrale termoelettrica è la prioritaria responsabile delle emissioni di NOx(68,3%) SOx (89,7%) PM10 (34,9%) e di COV (37,9%).”

Ci sorprende quindi questa errata valutazione che fa Legambiente sulla qualità dell´aria a Savona e ci stupisce ancora di più che Legambiente, azionista di Sorgenia che è a sua volta proprietaria di Tirreno Power, non conosca l´inquinamento della centrale di Vado e neppure i monitoraggi satellitari europei. Data questa drammatica situazione ambientale si impone quindi urgentemente la chiusura degli obsoleti inquinanti gruppi a carbone 3 e 4 della centrale di Vado che sono “fuorilegge” rispetto alle norme Ippc della Ue e privi della obbligatoria certificazione AIA. Si otterrebbe così depotenziamento e completa metanizzazione, che attendiamo da più di 20 anni, come votato dagli enti locali savonesi fino al 2007 compreso il Comune di Savona.

Dr. Agostino Torcello
Dr. Virginio Fadda
MODA Savona

Red.
30 Gennaio 2010 alle 11:38
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