
[thumb:15883:l]Ci sono i dubbi sulla correttezza dello svolgimento delle indagini, la rabbia contro i giornali che “sbattono in prima pagina la foto di un uomo prima che venga accertata la sua colpevolezza”, e la certezza che si tratti di un incubo che prima o poi finirà “perchè Don Luciano non ha mai fatto nulla di male”: sono questi i sentimenti che popolano i cuori del gruppo “innocentista” di Facebook che, nato appena tre giorni fa, conta circa 200 iscritti.
Tutti desolati, indignati, sgomenti, ma accomunati dalla certezza che il parroco alassino, accusato di violenza sessuale nei confronti di una bimba di 11 anni, sia vittima di un clamoroso errore giudiziario.
E così Carlo Annibale battezza il gruppo “nato in via esclusiva per raggruppare tutti quelli che credono nell’innocenza di Don Luciano, per testimoniare quante persone credono in lui e che vogliono pregare per il Don”. A lui si affianca, tra gli altri Rosanna che non ha dubbi “ma solo la certezza della tua estraneità ai fatti”.
Come è potuto accadere?, si chiedono in molti. E poi c’è chi più concretamente critica il modo in cui sono state condotte le indagini, come Marco secondo cui “non ci sono altri indizi che un racconto, ritenuto vero da una “psicologa” che ha visto la bambina una sola volta ed è corsa alla Polizia”; o come un altro Marco che scrive: “Nel nostro bel paese, prima ti arrestano e dopo col tempo, molto tempo, ti danno la possibilità di difenderti, vieni sbattuto in prima pagina”.
E poi Corrado che definisce la vicenda “un grande errore, ingigantito dal clamore mediatico che l’ha seguito e dall’applicazione di misura cautelare, che, francamente, lascia alquanto perplessi e che personalmente non condivido, richiamando alla mia memoria il triste metodo del periodo di “tangentopoli”.
E infine i dubbi di molti: “Quale pericolo di inquinamento delle prove? quale possibile reiterazione del reato? quale pericolo di fuga? La Procura con un po’ di buon senso chieda la revoca della custodia cautelare in carcere e lo faccia venire a casa!!”, è l’intervento di Luigi.