Ci sarebbe da scegliere tra piangere o ridere. Un assessore del Comune di Savona, che non desidero nominare per non fargli troppa pubblicità, tesserato presso il Partito di Rifondazione Comunista, ha in animo e lo ha esternato di installare sulla cima di un antico manufatto industriale a Savona, una ciminiera non più in uso, un antico, obsoleto e deteriore simbolo politico: la falce e il martello incrociati, con stella, brigatista, annessa.
Lo stesso simbolo che era un tempo in alto a sinistra sulla bandiera rossa dell’U.R.S.S. e che dovrebbe essere il simbolo internazionale del comunismo militante, decaduto oramai anche nella ex patria del socialismo reale. In una città come Savona, che possiede, masochisticamente, una deriva politica un pò retrò, e che fra l’altro detiene nella toponomastica comunale via Stalingrado e pure un’area a verde pubblico come i Giardini intitolati a Cuba, non c’e’ nulla di cui stupirsi.
In effetti tutti i cittadini savonesi, sentono profondamente la mancanza di una piazza intitolata al Kmer Rosso Pol Pot, o una via con il nome della Corea del Nord o un rondò dedicato al KGB. Mettendo la falce e martello, e la stella, sulla punta della ciminiera, l’assessore rifondarolo potrebbe sentirsi soddisfatto sul piano umano, culturale e soprattutto potrebbe dare giustificazione della piccola indennità che percepisce dalla amministrazione comunale di sinistra, mostrando ai savonesi la grande qualità del suo lavoro amministrativo, la profondità dei suoi ragionamenti politici e in termini di produttività, la resa del suo grande impegno amministrativo che tutti dovranno ammettere di conoscere, guardando quel simbolo che dall’alto dominerebbe tutta città, periferia compresa.
Suggerirei anche un potente riflettore alogeno, rosso, per illuminare anche nelle notti più buie il simbolo che tantissima libertà ha “portato” a tanti popoli che magari non l’avevano chiesta. Non voglio entrare nel merito etico del simbolo in oggetto, noto anche, purtroppo, come simbolo di una delle più terribili dittature in molti paesi del mondo, e che bocciata dalla storia e dalle genti è caduta, sciogliendosi come neve al sole.
Francamente non avrei simboli alternativi da proporre a quello della falce e martello , da infilare sulla sommità della ciminiera, perché penso che la misura del ridicolo sia oramai colma a fronte di questa proposta, simpatica nella sua comicità che mi ricorda molto i fratelli Marx, i quali oltre alla somiglianza del nome, erano su una linea comica molto più divertente e solare di quella che aleggia nella proposta dello strano e vecchio simbolo, che farebbe il paio, mi pare con l’altrettanto fascio littorio di vecchia memoria.
Roberto Nicolick