
[thumb:1205:l]Savona. Come clienti avevano immigrati extracomunitari disposti a pagare anche 2000euro per ottenere permessi di soggiorno, rinnovi di permessi, ricongiungimenti familiari, attraverso l’acquisizione di residenze fittizie. Sono un’ottantina le persone, tutte indagate, che ruotavano intorno all’agenzia d’affari Can Lika, dal nome della donna considerata la mente della associazione truffaldina, che concludevano affari “sporchi” tra Savona, Albenga e Calizzano spillando soldi agli stranieri. Tutto partiva dal rilascio di contratti d’affitto falsi, condizione necessaria per dare avvio alle pratiche presso l’Ufficio stranieri della questura. L’organizzazione si sarebbe procurata i dati di alcuni immobili siti nel Savonese, compresi quelli dei proprietari; dati che sarebbero stati poi inseriti nei falsi contratti di locazione, «regolarmente» firmati (ma in realtà la firma in calce era falsa) dagli ignari proprietari. Ora per loro l’accusa è di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato e al falso e violazioni specifiche della legge sull’immigrazione. Per il 21 gennaio è prevista l’udienza preliminare.