
Un traffico di 100 mila tonnellate di salgemma ripartito su navi da 3-4 mila tonnellate di portata mette a rischio la pace sociale nel porto di Savona. Consorzio But, il terminalista che ha acquisito il contratto, intende utilizzare per le operazioni di sbarco un mezzo di sollevamento della ditta Vernazza Autogru, autorizzata a svolgere servizi di sollevamento con mezzi speciali in ambito portuale, ai sensi dell’articolo 16 della legge 84/94.
Una decisione alla quale si sono opposti sia i sindacati dei lavoratori portuali, sia la Compagnia Unica, titolare della licenza d’impresa ex articolo 17 della stessa legge, che ha rivendicato il diritto ad utilizzare la propria gru semovente Gottwald da 40 tonnellate, che negli ultimi mesi, a causa della crisi dei traffici, ha avuto poche possibilità di entrare in azione.
Il confronto ha assunto una certa durezza, anche perché l’Autorità Portuale non ha avuto obiezioni sulla soluzione adottata dal But, facendo rilevare che Vernazza Autogru è essa stessa socia del consorzio. Ci sono stati degli incontri nello scorso fine settimana che hanno evitato azioni clamorose (era previsto un presidio in via Gramsci, lunedì mattina, in occasione dei lavori del Comitato Portuale). Si sta cercando di arrivare ad un’intesa che salvaguardi costi e diritti.
A rendere tuttavia delicato un problema che appare di limitata entità è tuttavia il fatto che i sindacati, a livello nazionale, hanno già proclamato lo stato di agitazione contro quello che definiscono “tentativo di deregulation” del lavoro portuale, portato avanti attraverso la revisione degli articoli 16, 17 e 18 della legge 84 del 1994. In commissione Lavori Pubblici del Senato è in discussione la nuova legge di riforma e i sindacati hanno avvertito che se l’impostazione della bozza di legge non sarà modificata sono pronti allo sciopero.
[thumb:4043:l]Savona. Un traffico di 100 mila tonnellate di salgemma ripartito su navi da 3-4 mila tonnellate di portata mette a rischio la pace sociale nel porto di Savona. Consorzio But, il terminalista che ha acquisito il contratto, intende utilizzare per le operazioni di sbarco un mezzo di sollevamento della ditta Vernazza Autogru, autorizzata a svolgere servizi di sollevamento con mezzi speciali in ambito portuale, ai sensi dell’articolo 16 della legge 84/94.
Una decisione alla quale si sono opposti sia i sindacati dei lavoratori portuali, sia la Compagnia Unica, titolare della licenza d’impresa ex articolo 17 della stessa legge, che ha rivendicato il diritto ad utilizzare la propria gru semovente Gottwald da 40 tonnellate, che negli ultimi mesi, a causa della crisi dei traffici, ha avuto poche possibilità di entrare in azione.
Il confronto ha assunto una certa durezza, anche perché l’Autorità Portuale non ha avuto obiezioni sulla soluzione adottata dal But, facendo rilevare che Vernazza Autogru è essa stessa socia del consorzio. Ci sono stati degli incontri nello scorso fine settimana che hanno evitato azioni clamorose (era previsto un presidio in via Gramsci, lunedì mattina, in occasione dei lavori del Comitato Portuale). Si sta cercando di arrivare ad un’intesa che salvaguardi costi e diritti.
A rendere tuttavia delicato un problema che appare di limitata entità è tuttavia il fatto che i sindacati, a livello nazionale, hanno già proclamato lo stato di agitazione contro quello che definiscono “tentativo di deregulation” del lavoro portuale, portato avanti attraverso la revisione degli articoli 16, 17 e 18 della legge 84 del 1994. In commissione Lavori Pubblici del Senato è in discussione la nuova legge di riforma e i sindacati hanno avvertito che se l’impostazione della bozza di legge non sarà modificata sono pronti allo sciopero.