
[thumb:13794:l]Gli stati membri Ue, ancora alle prese con le misure anticrisi, devono pensare già al risanamento dei conti pubblici e alle urgenti misure strutturali, quelle pensionistiche e sanitarie anzitutto. Altrimenti il dilagare dei disavanzi e della spesa pubblica graverà sulla ripresa che si comincia a intravedere. E’ il monito lanciato dalla Commissione europea in un rapporto su “Sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche per un’economia in recupero”. “Le proiezioni a lungo termine di cui disponiamo – si legge nel documento – mostrano che, in assenza di un ambizioso sforzo di consolidare i conti pubblici e riforme strutturali, vi sarebbe un insopportabile aumento negli interessi del debito e della spesa pensionistica, nonchè della spesa sanitaria nei decenni futuri. La spesa pubblica in crescita e le prospettive di un debito in costante ascesa sarebbero un ostacolo a una ripresa sostenuta, di lunga durata ed equilibrata”.
“Affrontare la sostenibilità a lungo termine delle nostre finanze pubbliche – ha dichiarato il commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia – è uno dei motori chiave della nostra ‘exit strategy’. Per questo – ha proseguito – dobbiamo continuare a sostenere la ripresa ma in un contesto di finanze pubbliche gravemente deteriorate. Le misure per aumentare la fiducia e sostenere la domanda possono avere successo solo se sono percepite dai mercati e dall’opinione pubblica come temporanei e coerenti con la sostenibilità a lungo termine”. Di conseguenza, ha detto ancora il commissario, “delineando chiare strategie per il dopo-crisi rafforzeremo l’efficacia delle misure di sostegno a breve termine e creeremo le condizioni per una crescita sostenuta ed equilibrata in futuro”. “Poiche’ le risorse pubbliche sono scarse – scrive ancora Bruxelles nel rapporto – e’ indispensabile un aumento nella qualità delle finanze pubbliche”. Ad esempio, spiega la Commissione, “modernizzare i servizi pubblici e ridurre la spesa non produttiva aiuta ad arginare l’aumento del debito, libera risorse per investire in aree che danno slancio alla crescita, come l’istruzione, la ricerca e l’innovazione e ad altri obiettivi (sociali, ambientali, sanità), e rafforza gli incentivi per l’innalzamento della capacità produttiva dell’economia”.