
[thumb:10833:l]Savona. Il presidente dell’Autorità Portuale di Savona, Rino Canavese, si è dimesso dalla presidenza della società Funivie. All’inizio del consiglio di amministrazione, il cui ordine del giorno contemplava il tema spinoso delle controversie fra operatori portuali, Canavese ha letto una dichiarazione per spiegare la sua decisione. Per il numero uno della Port Authority savonese, gli strascichi giudiziari e le problematiche che si sono accumulate da giugno ad oggi impedirebbero al soggetto pubblico di svolgere compiutamente la funzione di garante.
“Ho assunto questa decisione per il peso estenuante delle continue battaglie giudiziarie – ha detto Canavese – Ritengo che l’amministrazione portuale, impossibilitata a svolgere il suo ruolo di garanzia, in questa vicenda debba mettersi da parte”.
L’Autorità Portuale detine una quota del 4% di Funivie. Canavese ha rinunciato all’incarico come presidente e come consigliere, ma sarà il Comitato portuale a deliberare o meno l’uscita dalla partecipazione. Sempre secondo il presidente dell’Authority, la società che gestisce il carbone nello scalo savonese è impegolata in situazioni intricate tali da aver vanificato l’accordo di programma del 2006.
Il sequestro delle quote azionarie del Terminal Alti Fondali da parte della magistratura e la necessità di una nuova intesa sugli assetti della nuova società di gestione del terminal di Savona hanno generato la crisi che ha investito anche l’Authorithy locale. Ad innescare quella che viene definita una “guerra” nel settore carbonifero è stata la cessione di quote da parte del gruppo Campostano, che ha privilegiato il genovese Franco Gattorno al posto di Estate (Terminal Rinfuse Italia), società acquisita dalla Babcock & Brown Infrastructure, provoncando la reazione di quest’ultima, che ha richiesto il rispetto dei contratti preliminari.