
[thumb:14546:l]Borgio Verezzi. La voce girava da tempo, ma che il finale fosse da film nessuno se lo aspettava. Fulvio Appendino, titolare dell’omonima e nota azienda distributrice di prodotti industriali di sanificazione, nella notte tra giovedì e venerdì scorso ha letteralmente “ripulito” il magazzino della ditta con base in regione Bottasano a Borgio Verezzi. La sede è stata svuotata facendo sparire anche i computer, i cui preziosi hard-disk potrebbero rivelare la vera entità di quella che viene definita una bancarotta fraudolenta.
Nella sede aziendale non c’è più traccia dei faldoni di bolle, di fatture e di ogni altro foglio cartaceo che potrebbe aiutare a dipanare l’intricata matassa contabile. Azzerati anche i conti aziendali dalla locale filiale della banca di credito cooperativo Pianfei e Rocca de’ Baldi. Questa è la situazione allarmante cui si sono trovati davanti i dipendenti della ditta che opera da oltre trent’anni nel commercio di detersivi e prodotti di carta per strutture turistiche e imprese. Un giro d’affari importante per una realtà lavorativa con diverse centinaia di clienti in tutta la provincia savonese.
Lo stesso giorno, al campanello dell’azienda si è presentata la guardia di finanza, che ha posto i sigilli su quel poco che resta della struttura. Paradossale la situazione di stallo che si è venuta a creare. Sebbene l’azienda sia conduzione familiare, Fulvio Appendino è per statuto l’amministratore unico; altri familiari non hanno potere sull’azienda, ed è difficile che decidano di esautorarlo, perché significherebbe assumersi tutte le responsabilità.
Secondo alcune fonti, il buco finanziario sarebbe di notevoli dimensioni. Un fornitore della ditta sottolinea: “Avevamo quasi deciso di chiudere i rubinetti, a fronte dei continui ritardi nei pagamenti. Anche le voci che si sentivano in giro non erano molto rassicuranti. Mercoledì abbiamo ricevuto un assegno circolare con cui il titolare saldava tutto il dovuto. Con il senno di poi lo ringrazio, perché se fosse stato un semplice assegno difficilmente avremmo recuperato i nostri soldi”.
Fulvio Appendino, infatti, è sparito nel nulla. E’ partito per il Paraguay, la nazione d’origine della sua convivente, ma nessuno sa quali intenzioni abbia. La situazione dei suoi dipendenti, però, è complicata: ora si trovano impantanati sia gli impiegati amministrativi che gli autisti per le consegne, oltre che i magazzinieri. Una dipendente dell’azienda esterna così le preoccupazioni: “E’ paradossale: perché noi siamo tuttora impiegati della ‘F.lli Appendino,’ e nessuno, tranne Fulvio, può licenziarci. Ma adesso che fine farà l’azienda? Chi ci pagherà gli stipendi? E la liquidazione?”.
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