
[thumb:5116:l]Savona. Raccolta differenziata svolta attraverso il “porta a porta” e no a nuovi impianti di incenerimento. Questa la ricetta del Wwf ligure per gestire lo smaltimento dei rifiuti in Provincia di Savona, da tempo al centro di un acceso dibattito. “La bassa percentuale ‘differenziata’ nel Savonese è la causa dell’attuale pretesa emergenza – va all’attacco l’associazione ambientalista -. L’esaurimento delle discariche era prevedibile e solo aumentando riciclo si può ridurre la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento”.
“La costruzione di un impianto di pretrattamento non ridurrà la quantità di spazzatura da smaltire” sostiene la sezione regionale del Fondo mondiale per la natura, che poi sottolinea: “Rimarrà comunque un rifiuto trattato che dovrà essere allocato da qualche parte. Il fatto è già evidente nella stessa Liguria, dove alla Spezia viene prodotto materiale che deve essere portato a costi altissimi fuori provincia, riproponendo di fatto il problema discariche”.
“Tutto lascia dedurre che l’amministrazione provinciale savonese sia orientata verso la combustione dei rifiuti, nonostante l’incertezza relativa all’impianto finale. Da ciò risulta evidente la nsotra opposizione alle proposte in atto, che ricalcano il piano rifiuti approvato dalla precedente giunta” spiega il Wwf ligure, che conclude: “Chiediamo siano attivate tutte le misure necessarie per alzare in maniera significative la raccolta differenziata ed avviare circuiti di economia mirata al riciclo ed al recupero della materia. In questo modo il bilancio del ciclo di gestione dei rifiuti vedrebbe conseguenze positive sia sul piano ambientale che economico”.