Ho talora l’impressione che, quando si parla di Cairo Montenotte, lo si voglia allontanare dal resto del mondo. Eppure, basta recarsi in comuni non lontani del Piemonte e della costa savonese e ci si rende conto di come dovrebbe essere regolato il traffico. Siamo indietro su tutto. I semafori sono sempre stati dappertutto, mentre a Cairo ci si è limitati a Ponte Stiaccini. Dopodichè, basta qualche protesta di alcuni automobilisti e, negli ultimi anni, non si sono quasi più visti. Addirittura, ora, non funzionano più, diversamente da ciò che sostiene la lettrice di IVG.
Posso testimoniare di persone che non seguivano neppure i semafori pedonali all’uscita dai parcheggi sotterranei, quando c’erano. Le rotonde, che esistono dappertutto, sono un modo più elegante per regolare il traffico, a patto che si sappia guidare. Occorre imparare a Genova, non a Cairo. Quello che mi preme, però, è l’idea della lentezza.
Mi chiedo: che senso hanno i 50 all’ora in un centro abitato? Che rispetto si ha per i pedoni, che siamo sempre noi, quando non ci mettiamo in macchina? Guardate le strisce pedonali a Cairo: molte non sono ben illuminate. Ad Altare, ad esempio, si è cominciato con strisce pedonali rialzate. Quando a Cairo? Per finire: spero si proceda al più presto con la pedonalizzazione di piazza Abba, che non è fatta per un parcheggio, ma per ospitarvi il monumento al garibaldino Giuseppe Cesare Abba, che va ben ripulito.
Franco Xibilia, Cairo Montenotte