
[thumb:939:l]Stop ai costruttori di castelli di sabbia, ai mangiatori di kebab, ai masticatori di chewing gum e a chi passeggia in piazzetta con gli zoccoli: da Eraclea a Cittadella, dal Monte Argentario a Positano, è l’estate dei divieti.
Il lungo elenco di cartellini rossi d’agosto è pubblicato oggi in un articolo del Secolo d’Italia sull’abuso di ordinanze, a volte geniali ma a volte anche ridicole, firmate da sindaci e assessori, sia di destra sia di sinistra. Anche se in realtà, per il “quotidiano nel Pdl”, questa Italia dei divieti non è condivisa da molti amministratori di destra, contrari alle esagerazioni.
Come Luca Caselli (Pdl), da pochi mesi sindaco di Sassuolo, parla di “tentazione di fare provvedimenti folcloristici per avere un po’ di pubblicità e andare sui giornali”. Detto questo, ammette però di sognare un paio di ordinanze provvidenziali: una contro la crisi economia e l’altra che obblighi le lavanderie a restare aperte anche ad agosto.
Anche il sindaco Pdl di Mazara del Vallo Niccolò Cristaldi, si schiera contro “le invenzioni di ottomila sindaci che dalla mattina alla sera pensano a quali ordinanze possono produrre” e auspica “una forma di controllo”. Ma anche lui un’ordinanza l’ha fatta, e ha avuto successo: i suoi “segnalatori ambientali”, per lo più ragazzi, stanno dando una mano a favore della tutela dell’ambiente e la lotta al degrado. Non solo: ne sta preparando un’altra per obbligare i proprietari delle ville di Mazara a tenere puliti gli spazi davanti alle loro case, contro la logica, molto meridionale, che il pubblico non appartiene al privato cittadino”.
Ma c’è anche chi, come l’assessore alla cultura del Comune di Cagliari Giorgio Pellegrini, va fiero del suo sindaco, che “ha una splendida abitudine, quella di evitare di fare ordinanze”. E Stefano Bertacco, assessore ai servizi sociali del Comune di Verona, avverte: “Fra un po’ imporranno anche le gabbiette per i bambini”.