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Lettere

Carbone, emissioni, ambiente: intervento di Mimmo Filippi

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Il Parlamento Europeo, nella sua Risoluzione del 27 settembre 2007, scriveva “considerando che il Consiglio europeo di primavera dell’8 e 9 marzo 2007 ha adottato un obiettivo generale vincolante che prevede che, entro il 2020, l’Unione europea produca da fonti rinnovabili il 20% dell’energia complessivamente consumata nell’UE” … “invita la Commissione a presentare, al più tardi entro la fine del 2007, una proposta concernente un quadro legislativo per le energie rinnovabili da adottare in codecisione sulla base dell’articolo 175, paragrafo 1 del trattato CE”; “ritiene che le fonti energetiche rinnovabili abbondino sul nostro pianeta e che la vera sfida consista nell’estrarre energia da tali fonti; raccomanda che il ricavato della vendita all’asta di SSE e i finanziamenti per la ricerca siano utilizzati per la ricerca su fonti energetiche rinnovabili, comprese fonti promettenti e impegnative, come l’energia da osmosi, l’energia mareomotrice, l’energia del moto ondoso, l’energia solare concentrata, l’energia eolica di altitudine, l’energia generata da movimento rotatorio (laddermill) e l’energia generata dalle alghe”; “sottolinea l’importanza di istituire e attuare dei piani d’azione per le energie rinnovabili (PAR) a livello comunitario e nazionale e insiste sul fatto che essi dovrebbero servire a creare una reale politica europea comune nel settore dell’energia”; e così via…

Ma il presidente Berlusconi, che ha la spudoratezza di decantare inesistenti successi del recente G8 in tema di azioni di contrasto alle mutazioni climatiche, il suo governo, l’ineffabile ministro Scajola, competente per le politiche energetiche, ormai padrone assoluto di ogni decisione in questo campo e ferreo sostenitore dell’uso dei combustibili fossili, se ne strafottono del Parlamento Europeo e delle sue raccomandazioni: a Strasburgo mandano le veline, in Italia piazzano inceneritori e centrali a carbone. Tutto ciò, naturalmente, in attesa di realizzare l’assurdo progetto che recupera il nucleare, con una tecnologia che nessuno al mondo più vuole, senza avere i finanziamenti per farlo e, soprattutto, passando disinvoltamente sulla testa delle popolazioni. E così, i dirigenti di Tirreno Power hanno buon gioco per proporre, con una sfacciataggine che ha dell’incredibile, il raddoppio della centrale di Vado Ligure: non è bastato il parere contrario di Vado e Quiliano, non sono bastati quello di Provincia e Regione; forti dell’irresponsabile, pilotato e menzognero parere ministeriale, rimettono sul tappeto un’ennesima volta una proposta, comparsa già negli anni ’70, ma che, da gran tempo, avrebbe dovuto essere sepolta per sempre. E cercano di indorare la pillola con la favoletta del “carbone pulito”, quasi formula magica che allontana ogni pericolo, che neutralizza il grido di allarme dei medici, che esorcizza tutte le statistiche sui tumori e le leucemie dalle nostre parti. Quand’anche quel carbone fosse veramente “pulito”, e non lo è visto il suo corredo di metalli pesanti, polveri sottili e quant’altro, la nuova centrale emetterebbe in atmosfera qualcosa come 7 milioni all’anno di tonnellate di anidride carbonica, un gas serra che, per il pianeta, è veleno, è spazzatura, è un male irreversibile.

Allora, cari elettori della destra, che tanto ammirate l’orgiasta di Palazzo Grazioli, lo zimbello di tutta la stampa estera, andrete a piangere da “papi” quando il livello dei mari sarà salito, quando l’acqua disponibile sarà sempre più scarsa, o quando nel mondo milioni di chilometri quadrati di territorio, oggi coltivati, saranno stati resi inutilizzabili dalla desertificazione? Voi che oggi frignate come capretti quando un capriccio del mare vi porta via qualche metro di spiaggia o, con una comunissima piena, un torrente vi allaga la casa che avete costruito in casa sua. Ed ancora andrete da papi quando vostra moglie, vostro figlio, vostro marito, voi stessi vi troverete addosso un tumore o una leucemia?

Certo, gli industriali sono d’accordo sul raddoppio della centrale: è un affare per molti di essi, visto che poi hanno le ville ben lontane dall’impianto; ma come è possibile che lo sia anche la CGIL e, forse, anche qualche ambiente di centro-sinistra che non osa pronunciarsi palesemente, ma che sotto sotto ci spera. Non è possibile che non ci si renda conto dei costi immani, ambientali, sociali, sanitari, cui si va incontro con iniziative di tal genere, costi che, in prospettiva, superano di gran lunga l’effimero vantaggio del momento. Le emissioni delle centrali sembrano tanto lontane perché escono lassù, al sommo di un camino di 200 m, ma non se ne vanno dritte dritte verso l’alto, forando tutta l’atmosfera ed uscendo negli spazi interplanetari. Le emissioni si diffondono nella troposfera, in quella prima fascia di atmosfera in cui c’è la vita, si sommano alle altre, moltiplicano reciprocamente i loro effetti, alterano i climi, cambiano poco a poco il volto del pianeta e ne condizionano sempre di più la vivibilità.

Pare qualcosa di lontano, eppure già si manifesta, è lì, dietro l’angolo, siamo sulla soglia del non ritorno. Ed è sommamente ipocrita e mistificante il discorso che Tirreno Power fa sulla “compensazione” delle emissioni di CO2: le emissioni non si compensano, le emissioni si riducono in assoluto. Ma i nostri cari ministri, Scajola, Prestigiacomo e Sacconi, non chiedono affatto a Tirreno Power di far proprie le indicazioni del Parlamento Europeo, non chiedono di sperimentare in grande le energie alternative, di finanziare (e basterebbero pochissimi milioni) il progetto Kitegen che, nella sua massima espansione, è in grado di produrre come una centrale nucleare: 1.000 Mw. Quel progetto che una delle tante belle menti italiane, Massimo Ippolito, apprezzatissimo all’estero, ignorato e vilipeso in Italia, ha messo a punto da tempo: sfrutta i venti d’alta quota, non comporta nessuna combustione, perché il carburante ed il motore sono il vento, le emissioni sono “zero”. Ma forse queste tecnologie, veramente pulite, non sono un affare e allora lasciamo che si sfoghino tutti questi bugiardi, questi ipocriti e questi irresponsabili che sempre più devastano la comunità nazionale.

Mimmo Filippi

Redazione
23 Luglio 2009 alle 9:50
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