
[thumb:7089:l]Ponente. Lascia la scuola superiore, dopo quasi 40 anni di insegnamento, il preside Pietro Dallera, molto noto in particolare nel comprensorio ingauno e nel Ponente savonese. L’ultimo suo incarico di presidenza (per gli ultimi 4 anni) è stato quello al Liceo “Peano” di Novara dove si è svolta la cerimonia per festeggiare il raggiungimento del traguardo del pensionamento.
Alla cerimonia ha preso parte anche una delegazione di docenti ingauni e savonesi, che in passato sono stati colleghi del preside Dallera. Ex formatore dei docenti di Lingua francese piemontesi e liguri, Dallera è stato per molti anni collaboratore dell’Irsae Liguria e premiato con le celebri “Palme accademiche” della Repubblica francese per il suo impegno nella diffusione della cultura e della lingua francese.
“Sono commosso – ha detto Dallera – per l’affetto ed i riconoscimenti avuti. Lascio la scuola, da cui ho avuto tanto ed alla quale ho avuto molto, con la soddisfazione di aver contribuito alla crescita culturale del mio Paese ed al miglioramento dei rapporti fra l’Italia e la Francia. Il mio ringraziamento va ai tanti colleghi ed amici con i quali ho condiviso i numerosi impegni e progetti realizzati”.
Presidente onorario dell’Aede (Associazione Europea degli Insegnanti), sezione ingauna, ha ricevuto altri premi e riconoscimenti in campo culturale. Nel 1990 ad Arnasco gli venne attribuito, il premio Aede per il suo impegno nello sviluppo dei rapporti italo-francesi. “Dallera – dice il sindaco di Arnasco, Alfredino Gallizia – è stato un vero punto di riferimento culturale per tanti insegnanti che hanno intrapreso la carriera docente ed ha seguito con passione la loro formazione. I suoi corsi di aggiornamento hanno formato diverse generazioni di validi insegnanti di Francese ed ha organizzato importanti convegni internazionali per gli insegnanti”.
Impegnato anche in politica ha ricoperto per diversi anni la carica di sindaco nel Comune di Isola (Al). Fra i numerosi progetti che ha realizzato da segnalare gli importanti gemellaggi con Francia, Grecia e Turchia, questi ultimi nell’ambito del “Comenius”.
Claudio Almanzi