
[thumb:12961:l]Borghetto S. Spirito. Il sindaco di Borghetto risponde alle polemiche sollevate sull’ordinanza emanata lo scorso 23 giugno “per il mantenimento della quiete pubblica e per la salvaguardia del patrimonio pubblico e privato”. “Non è una sciocchezza estiva – afferma Santiago Vacca, rispondendo al consigliere di minoranza Stefano Roascio – e non sarà disattesa. Non è neanche la soluzione di tutti i problemi di ordine pubblico, ma è sicuramente un ulteriore passo avanti nella volontà di miglioramento della qualità della vita della nostra cittadina”.
“Non è da intendere come un atto di intolleranza verso le decine di migliaia di turisti che frequentano Borghetto, ma è indiscutibilmente contro quelle poche centinaia di maleducati, turisti o residenti, che durante tutto l’arco dell’anno danneggiano la proprietà altrui, gettano liberamente rifiuti per le strade o si dilettano in comportamenti che disturbano la qualità della vita della nostra città – prosegue il primo cittadino – Il rumore di per sé è già disciplinato dal regolamento della zonizzazione acustica ed i gestori di karaoke se li rispettano non hanno nulla da temere ma non si può neanche pretendere a tarda ora di non far dormire un quartiere per far divertire 20 o 30 ragazzi, si può però sicuramente insonorizzare meglio il locale e eliminando il problema”.
Il consigliere Stefano Roascio, della lista “Una mano a Borghetto”, ha definito l’ordinanza “una trovata estiva che proibisce con imposizioni restrittive ai bagnanti di godersi la vacanza”. Santiago Vacca, però, frena: “Vorrei evitare inutili allarmismi; chi viola l’ordinanza non diventa un delinquente, per lo meno finché non infrange qualche norma del codice penale, incorre semplicemente in una multa, con la certezza che chi è toccato nel portafoglio prima di adottare certi comportamenti ci pensa almeno una volta di più. Così come non si viola l’ordinanza se si esce da un bar con una birra in mano ma se la si tira contro una finestra si prende 200 euro di multa”.
[image:12958:r]Il sindaco, poi, aggiunge: “Si potrà trovare ‘grottesco’ il divieto di lavare animali nelle fontane pubbliche ma ricordo che questa condotta può far sì che siano presenti nelle fontane residui di sapone, di sporcizia e di parassiti come zecche, pulci ecc. e che le fontane sono frequentate da tutti, anche da bambini che a volte mettono le mani nell’acqua. Preferisco proibire il lavaggio a pochi maleducati che a tutti i cittadini di avvicinarsi o toccare l’acqua delle fontane pubbliche per problemi igenico-sanitari”.
Sempre in risposta alle polemiche sollevate sul provvedimento, il primo cittadino chiarisce “che non si è vietato a quattro amici di bere una birra in compagnia ma ‘l’uso di alcolici in concentramento di una pluralità di persone’; credo sia chiaro l’intento di evitare che durante particolari occasioni in cui sono ammassati almeno un centinaio di persone sia vietato l’eccessivo uso di alcolici evitando probabili problemi di ordine pubblico”.
“Infine – conclude Santiago Vacca – questa ordinanza è solo un ulteriore strumento amministrativo che interviene nel prevenire o contenere i troppo frequenti problemi di ordine pubblico o quando si violano quelle semplici regole di civiltà e di comune buon senso che conducono ad un decadimento della qualità urbana della vita”.