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“C’è bisogno di più coesione nel Paese dinanzi alla crisi ed alle tensioni che scuotono il mondo” ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso tv per la Festa della Repubblica. “Basta guardare alla realtà senza paraocchi, per vedere che c’è bisogno, come ho detto e non mi stanco di ripetere, di più coesione – ha affermato – E dunque anche in vista dell’importante, grande incontro internazionale che si terrà il mese prossimo a L’Aquila e che costituirà per l’Italia un impegno e un’occasione di straordinario rilievo”.
In apertura del suo discorso Napolitano ha ricordato le vittime e gli sfollati del terremoto del 6 aprile scorso, esortando a tempi rapidi per la ricostruzione. “In occasione del sisma in Abruzzo – ha detto il capo dello Stato – l’Italia si è ritrovata unita”, così come nel celebrare il 25 aprile, “giorno della liberazione dal nazifascismo, del ritorno alla pace, libertà ed all’indipendenza”.
Coesione, per Napolitano, c’è stata anche “nel rendere omaggio alle vittime del terrorismo, delle stragi, della violenza politica di ogni colore” e nel “ricordare con gratitudine gli eroici magistrati e appartenenti alle forze di polizia caduti nella lotta contro la mafia”. Sono – ha sottolineato – “segni di unità del Paese attorno a valori di democrazia e di solidarietà propri della nostra Costituzione; segni di unità tanto più importanti quanto più sono aspre le contrapposizioni politiche ed istituzionali, soprattutto in periodo elettorale”.
Infine, ha detto il capo dello Stato, “occorre più coesione sociale e nazionale “specie per prendere finalmente la strada delle riforme necessarie al Paese ed al suo sviluppo, nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali, nel libero e civile confronto tra le diverse opinioni”. “Sono convinto – ha concluso Napolitano – che sia questo un auspicio diffuso tra gli italiani. Di certo è il mio augurio nell’interesse della Repubblica che oggi festeggiamo perché dal 2 giugno 1946 con essa si identifica la nostra patria”.