
[thumb:12368:l]Savona. Cinque ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale Emilio Fois su richiesta del pm Ubaldo Pelosi, sono state eseguite stamani dalla squadra mobile della Questura di Savona nell’ambito di un’inchiesta antidroga che ha preso le mosse nel 2008. Si tratta dell’operazione “Pony Express”, così denominata perché i soggetti coivolti erano corrieri della droga che consegnavano la “roba” a domicilio o, previo appuntamento, in luoghi determinati.
I provvedimenti sono stati notificati a cinque savonesi, tutti con precedenti specifici: Giampiero Scardinio, 40 anni, Salvatore Caratozzolo, 47, Mirko Pellegrini, 42, Enzo e Domenico Sangiorgi, fratelli rispettivamente di 47 e 46 anni.
Il flusso dell’attività illecita fruttava dai 15 ai 20 mila euro a settimana. Gli spacciatori erano soliti, e non di rado, farsi prestare alloggi da parte dei tossicodipendenti, che trasformavano in basi temporanee per il confezionamento delle dosi. Ai “locatori” davano in cambio quantitivi di stupefacente. Una delle centrali dello spaccio era, inoltre, il bar Cucciolo di via Servettaz, ricorrentemente alla ribalta per traffici di questo genere. Una volta che le dosi erano pronte, venivano smistate con veri e propri servizi a domicilio oppure mediante appuntamenti in luoghi e orari prestabiliti, in ogni caso agevolando le “comodità” del compratore.
[image:12368:l]Nel corso della perquisizione eseguita dalla polizia (con l’ausilio di unità cinofile da Genova) sono stati rinvenuti, in casa di Caratozzolo, 4 litri di metadone e, nell’abitazione dei Sangiorgi, 50 grammi di eroina insieme a 1000 euro derivanti dalle attività illecite. I due fratelli, alla vista degli agenti, hanno cercato di disfarsi di alcuni involucri di sostanza illegale gettandoli nella vegetazione di un bosco circostante.
Sia Caratozzolo che Scardinio erano già stati in precedenza arrestati per spaccio e, attualmente detenuti, hanno ricevuto la notifica dell’ordinanza cautelare in carcere. Fra i principali indagati nel quadro dell’inchiesta c’è anche Tullio Pisano, di recente assolto in Cassazione per l’omicidio del transessuale Donatella Manunta, uno dei gialli della città della torretta a 19 anni di distanza ancora avvolto nel mistero.