
[thumb:1204:l]Provincia. Si riunisce oggi l’Ufficio Elettorale centrale del Tribunale di Savona per un primo riesame delle liste che sono state “ricusate” per irrituale raccolta delle firme. L’appuntamento elettorale per il rinnovo della Provincia sempre più vicino, con il terremoto politico che si è scatenato ieri, rinfocola l’antagonismo nella corsa finale al voto. Entro il 12 maggio, ovvero domani, i promotori delle liste respinte dovranno presentare ricorso al Tar, che esaminerà la documentazione così com’è, senza alcuna possibilità, da parte dei partiti, di presentare documenti integrativi.
Posizione recuperabile quella della Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza: tolto lo scudo crociato, presenterà un nuovo contrassegno. La commissione elettorale ha anche escluso cinque candidati consiglieri: Luigi Sorrentino della lista Gente di Centro, Barbara Biani dell’Udeur, Segio Mazzanti della lista Per il bene comune, Salvatore Ferrara e Franco Veirana dei Pensionati. Il tribunale ha contestato la regolarità delle liste del Pdl, della Lega Nord e del Partito Comunista dei Lavoratori.
Nel corso delle verifiche sarebbero emerse alcune irregolarità formali nell’autenticazione delle firme dei presentatori delle liste stesse. Le liste presentate per il rinnovo del consiglio provinciale di Savona sono 23 per dieci candidati alla presidenza della provincia. Quella per la provincia di Savona, tradizionale roccaforte della sinistra in Liguria, è una delle sfide cruciali tra centrodestra e centrosinistra di questa tornata elettorale in Liguria.
Per il Pdl le firme dei presentatori accolte dalla commissione elettorale sono 87, mentre quelle respinte 503. Per il Partito Comunista dei Lavoratori sono state accolte 78 firme e 337 respinte. Per la Lega Nord accolte 322 firme e respinte 112. Il numero minimo di firme è di 350. I componenti della commissione elettorale hanno contestato anche il mancato riferimento al luogo in cui le firme dei presentatori delle liste sono state autenticate.