
[thumb:4362:l]Albenga. Il dibattito è proseguito sino a notte inoltrata nella sala consiliare del Comune di Albenga. Il parlamentino ingauno era chiamato ad esprimersi sulla richiesta di rinforzi per le forze dell’ordine: l’istanza sulla sicurezza (diretta ai Ministeri dell’Interno e della Difesa) è stata approvata all’unanimità. Ma non sono mancate le polemiche sulla mancata trasmissione televisiva dell’assemblea.
“Abbiamo denunciato in consiglio la strumentale applicazione della par condicio che la maggioranza ha usato per non trasmettere la seduta consiliare. Faremo ricorso nelle sedi competenti” tuona Angelo Barbero, capogruppo del Pdl: “Per uno strano gioco del destino, mentre Tabbò oscura il consiglio, in piazza San Michele c’è la trasmissione Rai ‘La vita in diretta’ con i cittadini che dicono che non ne possono più”.
A palazzo civico mancavano le telecamere. Il segretario comunale ha dato lettura pubblica della circolare dove “si rammenta che dalla data di convocazione del comizio elettorale fino alla conclusione delle votazioni del luogo, si è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quella effettuata a scopo personale ed indispensabile per le proprie funzioni. E´ evidente che la seduta televisiva non è indispensabile per le nostre funzioni, è una scelta facoltativa delle amministrazioni”.
Appunto dissenziente rispetto a questa interpretazione, il consigliere Barbero, che durante la seduta ha chesto di verbalizzare che “il consiglio comunale, essendo un organo direttivo, non è soggetto alla par condicio così come non lo è il consiglio provinciale né quello regionale”.
Il capogruppo del Pdl ha trovato una sponda anche nella maggioranza, nel vicesindaco Franco Vazio. “Un conto è fare un´attività di propaganda e un conto è un´attività istituzionale, come quella di un consiglio comunale – ha detto Vazio – Un organo istituzionale politico non può essere assolutamente limitato nella trasmissione”.
Unico punto all’ordine del giorno, la richiesta dei rinforzi per la sicurezza, richiesta tornata d’attualità dopo l’attentato incendiario di fine aprile contro un alloggio abitato da marocchini. Il sindaco Antonello Tabbò ha fatto appello al governo “perché assicuri la certezza della pena”. “Ci sono pregiudicati arrestati quattro o cinque volte in pochi mesi che tornano sempre in libertà – ha detto il primo cittadino – Bisogna riflettere sui danni provocati dal taglio di 3 miliardi di euro alle forze dell’ordine, deciso dal governo, che per la prima volta ha unito nella protesta tutti i sindacati di polizia e che non è stato certamente compensato dallo stanziamento di 100 milioni per le ronde”.