Egregio Sig. Sindaco Angelo Vaccarezza, siamo un gruppo di pendolari che ogni giorno frequenta la stazione ferroviaria di Loano per recarsi sul posto di lavoro. Abbiamo notato, come tutti che si sta dando molto da fare con la campagna elettorale e quindi cogliamo questo favorevole momento per sottoporle un problema che riguarda proprio la stazione ferroviaria della nostra bella cittadina, soprattutto in previsione del fatto che entro poco comincerà la stagione turistica e credo che molti visitatori ne resterebbero davvero infastiditi.
Le scriviamo per denunciare la grave situazione di degrado e pericolo per noi stesse, e per tutti coloro che frequentano la stazione ferroviaria di Loano, rappresentata da un sostenuto gruppo di clochard che soggiornano ormai abitualmente presso il passaggio sito a monte dei binari presso la tettoia dell’edificio adibito allo stazionamento delle merci, volgarmente chiamato “la piccola”, con sbocco nella via di collegamento con la SS1 Via Aurelia.
Ogni mattina prendendo il treno per andare al lavoro assistiamo coi nostri occhi a scene scandalose di persone sporche, volgari, spesso ubriache e pertanto pericolose che importunano le persone che passano per quella via con pesanti apprezzamenti misti in italiano e, presumibilmente, romeno per le donne, e insulti e minacce verso i pochi uomini che scocciati dal non poter passare hanno il coraggio di dire qualcosa.
Sì perché noi poveri viaggiatori che, tra le altre cose, paghiamo un regolare abbonamento, non possiamo permetterci di lamentarci della loro presenza né con i clochard stessi che, se anche richiamati amichevolmente, subito reagiscono alzandosi dai loro materassi (sì,sì sta leggendo bene hanno i materassi!) in cinque o sei con aria minacciosa e aizzano i cani costringendo alla fuga il/la malcapitato/a, né col personale FFSS in stazione che alla nostra richiesta di intervento ha risposto dicendo che in quel punto non vi è diritto di passaggio (e allora, citando una di noi, cosa c’è diritto di albergo o di asilo?!) e che comunque non era affar loro.
Siamo terrorizzate soprattutto dalla possibilità che una di noi, ma anche una qualunque ragazzina che va a scuola o una donna che come noi lavora o viaggia magari anche solo per una volta, debba un giorno venire a denunciare un maltrattamento da parte di questi elementi o ancor peggio si verifichi uno stupro di branco perché la povera malcapitata si è trovata in stazione al mattino presto o la sera tardi quando non c’era nessuno.
Fatto che ci sembra molto probabile ogni volta che una donna passa da quel punto o attende un treno sul secondo binario e loro urlano volgari frasi di apprezzamento o semplicemente ti scrutano con un gelido e terrificante sguardo che la dice molto lunga sulle loro intenzioni. Siamo al corrente tra l’altro che uno dei clochard è già stato arrestato almeno una volta per aver palpeggiato una ragazza che lavora in un bar in quelle vicinanze che per sua sfortuna si è ritrovata da sola con lui nel locale, ciò ci fa pensare che i nostri pregiudizi non sono molto infondati.
Per ovviare al fatto di dover utilizzare quel passaggio per arrivare in stazione alcune di noi sono costrette a passare dal passaggio a livello sui binari, la possibilità che un treno possa metterci sotto ci fa meno paura di quegli uomini, ma sarà d’accordo con noi che ciò non è accettabile. Tralasciando per un attimo il pericolo che rappresentano per i viaggiatori vorremmo soffermarci anche sulla sporcizia che producono urinando nelle aiuole o lungo i muri, lasciando resti di bottiglie frantumate ed ogni altro genere di rifiuto lungo il binario morto e le aiuole, utilizzando i bagni pubblici per ripararsi meglio quando piove insudiciandoli e danneggiandoli, rendendoli inagibili per chiunque altro.
La possibilità di contagio di malattie infettive portate da loro stessi ma soprattutto dai numerosi cani che, ridotti in condizioni igienico sanitarie riprovevoli, si portano sempre dietro e utilizzano come guardie per i loro insediamenti è veramente alta, soprattutto se si pensa che questi animali quasi certamente non hanno nessun tipo di vaccinazione soprattutto l’antirabbica e vista la loro ferocia non possiamo escludere che mordendo qualcuno possano contagiarlo con una malattia grave e mortale quale è questa.
Siamo esasperate dai giornalieri, eloquenti e, sicuramente, osceni commenti (in lingua straniera) e sguardi con cui ogni giorno veniamo, letteralmente, radiografate al nostro passaggio in quel tratto o durante la nostra attesa in stazione, disgustate dal menefreghismo del personale FFSS in servizio presso la nostra stazione e molto allarmate dalla possibilità che qualcuna di noi incorra in qualche grave e spiacevole incidente, sappiamo che la stazione non è un ambito di Sua competenza ma speriamo che Lei possa aiutarci affinchè le autorità competenti, che sono già state avvisate della situazione con una lettera simile a questa, prendano urgenti e duraturi, se non definitivi, provvedimenti magari esortati dal Suo gentile intervento. La ringraziamo per averci concesso la sua attenzione, speranzose di un Suo intervento le porgiamo distinti saluti.
Un gruppo di pendolari