
[thumb:11919:l]Albenga. Sfileranno oggi davanti ai giudici per le udienze di convalida i giovani arrestati per l’incendio del dormitorio di via Scotto, ad Albenga, dove un marocchino di 31 anni è stato sopreso dal fumo e dalle fiamme, rimanendo gravemente intossicato. L’uomo, Abdel Aziz Zhairi, è tuttora ricoverato all’ospedale San Martino di Genova in fin di vita.
I cinque maggiorenni saranno interrogati in carcere a Savona dal giudice Donatella Aschero, mentre per i tre minori l’interrogatorio si terrà al Tribunale per i Minorenni di Genova. Il pm Giovanni Battista Ferro ha unificato i due episodi, la rissa e l’attentato.
Per il primo episodio sono indagati con l’accusa di rissa in concorso due italiani, Stefano De Maria, 21 anni, di Ceriale, e Samuele Zannino, 20 anni, di Albenga, insieme a due magrebini, i fratelli Azeddine e Mouloudi Nafid, rispettivamente di 29 e 33 anni.
Per il secondo episodio, il terribile rogo scatenato per vendicare la rissa di poco prima, gli arrestati sono tutti albenganesi: Simon Gheno, di 18 anni, e tre minorenni, uno di 15 anni, G.G., e due diciassettenni, V.M. e D.Z.P. Sono chiamati a rispondere di incendio doloso e, imputazione alquanto pesante, di tentato omicidio con l’aggravante dell’odio razziale.
[image:11920:r]I momenti della rissa che ha preceduto l’attentato incendiario sono stati ricostruiti soltanto sommariamente, a causa delle opposte versioni fornite agli inquirenti dai vari soggetti coinvolti. Dai referti del pronto soccorso e considerati i punti di sutura applicati ad alcuni dei feriti, si evince che durante il parapiglia tra italiani e marocchini sono stati impiegati anche coltelli e bottiglie rotte.
In base alla ricostruzione degli investigatori, l’incendio del dormitorio allestito ad abitazione, nel centro storico ingauno, è stato frutto di premeditazione. Resta ancora però ancora da chiarire se i piromani sapessero o meno della presenza di Abdel Aziz Zhairi, che stava dormendo all’interno dell’immobile. Secondo i titolari dell’indagine, inoltre, altre persone erano presenti al distributore di benzina quando è stata riempita la tanica per poi appiccare il fuoco.
Sul registro degli indagati, intanto, sarebbero stati iscritti il nome di una ragazza e di un ragazzo non ancora diciottenni, per concorso nell’attentato incendiario. Il Comune di Albenga ha fatto sapere che si costituirà parte civile nel processo.