
[thumb:3960:l]Finale Ligure. Si terrà domani, mercoledì 22 aprile, presso l’auditorium Santa Caterina a Finalborgo, un’assemblea pubblica sul progetto Ghigliazza. I progettisti presentano la nuova edizione del progetto stesso.
I Verdi finalesi esprimono le proprie perplessità in merito alle proposte. “Il sindaco Richeri – dichiarano gli esponenti dei Verdi di Finale – nel suo programma annunciava ‘Maggior condivisione dei programmi e dei progetti, coinvolgimento dei cittadini nelle grandi scelte, soprattutto attraverso un continuo contatto con le associazioni’. A noi risulta che la ‘Consulta per il Territorio e l’Ambiente’ sia stata praticamente ignorata ed i suoi membri per questo siano molto demoralizzati”.
“Gli avvisi pubblici sono stati affissi tardivamente con un fotomontaggio progettuale tale da dare un’immagine paradisiaca del piano che si vuole approvare – attaccano i Verdi -. Vogliamo ricordare i fotomontaggi dell’autosilos di via XXV Aprile e la realtà di oggi di una valletta devastata alle spalle delle scuole elementari di via Brunenghi”.
“Carlo Vasconi ha già presentato un’interrogazione in sede di consiglio regionale per conoscere le valutazioni sui gravi problemi che riguardano lo sconfinamento del progetto nelle aree SIC ad elevato interesse naturalistico – spiegano Simona Simonetti e Gabriello Castellazzi, membri dei Verdi finalesi. – I Verdi sono ovviamente favorevoli a un intervento importante per il recupero delle aree di cava che rappresentano una ferita insostenibile per un territorio come quello del Finalese, così bello nel suo complesso, ma sono assolutamente contrari alla costruzione di altre 300 seconde case che rappresenterebbero una chiara speculazione edilizia, oltretutto rischiosa per la stessa impresa alla luce dell’attuale situazione economica”.
“In particolare risulta incomprensibile – sottolineano – la richiesta progettuale di effettuare un ulteriore scavo di circa un milione di metri cubi di roccia, con il rischio di danneggiare altri rami laterali dell’importantissima caverna delle Arene Candide. Intervento motivato con la necessità di sistemare le voragini interne, quando la stessa impresa sta chiedendo con insistenza la possibilità di utilizzare e trasferire grandi quantità di materiali di cava per la realizzazione del porto di Ospedaletti, insistendo inoltre sulla costruzione di un molo in zona Anice a poca distanza dal SIC marino con il rischio di danneggiare definitivamente il beach rock”.