
[thumb:5320:l]Savona. E’ laboriosa la ricostruzione del furto che ieri pomeriggio ha consentito ad un individuo di allontanarsi dall’ufficio postale savonese di corso Tardy e Benech con un malloppo di 4100 euro. Gli inquirenti, per giunta, non possono neppure contare sulle registrazioni del sistema interno di videosorveglianza delle Poste. I fotogrammi stamattina avrebbero dovuto passare al vaglio ma invece – si è scoperto – proprio non ci sono: le telecamere non avrebbero ripreso l’azione del malvivente e degli eventuali complici. Anche questo un fatto insolito, sul quale i carabinieri sono chiamati a fare luce.
Al momento del furto, intorno alle 16,30, l’ufficio era frequentato da diversi clienti. Al lavoro, dietro gli sportelli, la direttrice e tre impiegati. La somma di denaro è sparita dal cassetto di un ampio bancone, privo di schermatura a vetro. Il ladro, che conosceva quindi bene dove andare ad infilare le mani, si sarebbe seduto sul ripiano e sdraiandosi con tutto il corpo avrebbe aperto il cassetto arraffando i contanti.
Un gesto quasi ginnico che stranamente non ha attirato l’attenzione di nessuno dei clienti presenti. Eppure l’uomo sospetto, che alcuni hanno descritto come di bassa statura, avrebbe dovuto fare uno sforzo evidente per stiracchiare il corpo e raggiungere dalla parte opposta il tiretto che custodiva i soldi.
L’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Savona è ancora in una fase fumosa, anche perché i racconti di personale e testimoni non si sovrappongono e, anzi, offrono elementi contraddittori. L’unico aspetto su cui si riscontra convergenza di versioni è la presenza di un uomo basso di statura che si aggirava nei pressi del bancone aperto. E’ ritenuta plausibile l’ipotesi che almeno due complici abbiano spalleggiato il malfattore, distraendo gli utenti e gli impiegati con scuse artefatte.
Il colpo, certamente studiato a tavolino, ha seguito una procedura precisa. Di facile esecuzione, anche perché nessuno dei presenti ha fatto in tempo ad obiettare nulla, accorgendosi tardi dell’individuo sospetto accanto al bancone che, senza alcun vetro di protezione ed esposto al pubblico, era l’unica barriera che si frapponeva al cassetto con il denaro.