
[thumb:11555:l]Albenga. Sono partiti questa mattina, diretti a Tione degli Abruzzi, altri tre volontari della Protezione civile di Albenga. Si tratta di Gianni Naso, Felice Raimondo e Paolo Ferrua. Raggiungeranno due colleghi già presenti sul posto da lunedì, Ferrari Fabio e Bari Gianni. I volontari porteranno in Abruzzo stufette elettriche, cibo, tende, coperte e brandine.
Il sindaco di Albenga ha salutato i volontari questa mattina, consegnando loro un messaggio di solidarietà e vicinanza per le famiglie colpite dal terremoto. “Cercheremo di fare il possibile per dare il massimo contributo a tutte le famiglie in difficoltà” spiega il sindaco Antonello Tabbò. Insieme a Tullio Ghiglione, consigliere comunale delegato alla Protezione civile, aggiunge: “Si ringraziano tutti i volontari che senza indugi si allontanano dalle proprie famiglie e dai propri impegni per aiutare chi sta vivendo momenti di grande drammaticità”.
La rassegna “Fior d’Abenga”, che inaugurerà sabato mattina, avrà quest’anno scopo benefico. In segno di solidarietà, il ricavato della vendita delle rose e dei fiori in vaso, che si terrà in piazza IV Novembre per tutta la manifestazione fino a domenica 26 aprile, a cura delle associazioni di volontariato albenganesi Avis e Croce Bianca, sarà devoluto alle famiglie colpite dal terremoto.
In segno di rispetto per le vittime, l’inaugurazione di “Fior d’Albenga” avverrà solamente con la cerimonia ufficiale di apertura e l’evento pomeridiano di aperitivo floreale verrà rinviato a sabato 18, con la prevista musica sulla terrazza del Comune in Piazza San Michele.
“Con queste iniziative all’interno della manifestazione di Fior d’Albenga – dichiara l’assessore al Turismo Giuseppina Verrazzani – intendiamo esprimere il sentimento collettivo di solidarietà e profondo rispetto del terribile lutto che ha colpito la bella terra d’Abruzzo da parte della città di Albenga e rendere la nostra manifestazione concretamente solidale. Chi verrà ad ammirare i fiori e li comprerà potrà contribuire a ricostruire una realtà là dove le forze naturali e le imperfezioni umane l’hanno distrutta”.