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Politica

Amministrative 2021, “Politica etica e trasparente”: le richieste di “Libera” ai candidati sindaci

L'associazione è impegnata per il contrasto e la prevenzione delle mafie in tutto il savonese

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Amministrative 2021, “Politica etica e trasparente”: le richieste di “Libera” ai candidati sindaci
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Provincia. “Esprimere il proprio impegno concreto e verificabile su alcuni temi cruciali per una politica etica, trasparente e competente in grado di prevenire e contrastare la corruzione e le mafie e di costruire una comunità inclusiva, accogliente e solidale”: è questo quanto chiede “Libera – Associazioni, numeri e nomi contro le mafie”, rivolgendosi ai candidati sindaci in corsa per le elezioni comunali del 3 e 4 ottobre.

In particolare, Libera ha elaborato un’agenda di impegni che prende il nome di “Manifesto per un’Etica della Responsabilità” articolato in quattro punti. Il primo vede “i diritti sociali, welfare di comunità e inclusione sociale ed educativa, con l’attuazione di politiche di welfare capaci di rigenerare i territori e ridurre le ingiustizie economiche, sociali e ambientali esasperate dalla pandemia”. Il secondo chiede “trasparenza e prevenzione della corruzione con l’adozione di piani anticorruzione degli enti locali quali strumenti efficaci di trasparenza, responsabilità e buongoverno e non solo adempimento burocratico”. Segue il punto sul “gioco responsabile, che prevede monitoraggio e contrasto al problema delle dipendenze e del disagio sociale prodotti dalla pratica patologica del gioco d’azzardo”. Infine, il quarto punto vede “il riutilizzo sociale dei beni confiscati, con la gestione e l’assegnazione per finalità sociali dei beni confiscati ai mafiosi e ai corrotti”.

Libera “guarda con attenzione e preoccupazione alla diffusione del fenomeno mafioso, a cui la pandemia ha offerto ulteriori opportunità di profitto e si rivolge un appello agli amministratori affinché gestiscano con trasparenza e responsabilità le risorse, quali quelle previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perché non diventino bottino per le organizzazioni criminali” fanno sapere.

“Nel territorio provinciale sono attivi il coordinamento provinciale di Libera e il presidio del ponente ‘Nino e Ida Agostino’ da anni impegnati nella promozione della cultura della legalità con iniziative e progetti rivolti alle scuole e alla cittadinanza, anche in collaborazione con enti, associazioni e istituzioni locali”.

Nel dettaglio, Libera chiede ai candidati sindaci “un impegno concreto e verificabile per: garantire la partecipazione ed il coinvolgimento attivo degli enti del terzo settore e delle reti sociali nell’esercizio delle proprie funzioni di co-programmazione e co-progettazione degli interventi e dei servizi nei settori di attività di interesse generale; adottare e/o rafforzare con maggiori investimenti gli strumenti di sostegno al reddito che consentano il soddisfacimento dei bisogni primari e la piena accessibilità ai servizi basici essenziali; sostenere le realtà sociali che promuovono pratiche di mutualismo sociale e di giustizia ecologica; (d) assicurare il diritto alla casa ed alla qualità dell’abitare; la cancellazione dell’articolo 5 del decreto Lupi-Renzi; attivare percorsi di inclusione giovanile, attraverso l’utilizzo e l’accessibilità agli spazi pubblici di aggregazione, sport, studio e attività in collegamento tra la scuola ed il territorio”.

Ancora, “un impegno concreto e verificabile nella prevenzione della corruzione, affinché i piani anticorruzione degli enti locali diventino strumenti efficaci di trasparenza, responsabilità e buongoverno anziché un mero adempimento burocratico. In particolare, ai futuri amministratori chiediamo di: assicurare una concreta e attiva consultazione pubblica delle principali realtà associative e dei portatori di interesse nella fase di aggiornamento dei piani anticorruzione; condizionare la sottoscrizione di patti di integrità alla partecipazione alle procedure d’appalto; assicurare trasparenza, partecipazione e pratiche di monitoraggio civico; adottare e sottoscrivere pubblicamente un codice etico di condotta; attivare percorsi di formazione e aggiornamento dei dipendenti pubblici sui temi dell’integrità e dell’etica pubblica; applicare anche alle figure dirigenziali il dovere previsto dall’art.6 del codice di condotta dei dipendenti pubblici di comunicare la loro adesione ad associazioni, di carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell’attività del loro ufficio”.

“L’affrontare il problema delle dipendenze e del disagio sociale prodotti, specie nelle fasce più deboli della popolazione, dalla pratica patologica del gioco d’azzardo. In particolare, ai futuri amministratori chiediamo di: aggiornare e tenere sotto controllo le statistiche sul numero di apparecchi, consumi e spesa nel territorio; promuovere momenti di formazione e sensibilizzazione sul tema rivolti ai giovani e alla cittadinanza; adottare regolamenti e ordinanze che vincolino in modo più rigoroso: l’individuazione dei luoghi sensibili; la determinazione delle distanze minime dai luoghi sensibili delle sale adibite al gioco d’azzardo; i limiti di orario di apertura delle sale adibite al gioco d’azzardo e dell’accensione degli apparecchi negli esercizi commerciali; i controlli sul rispetto delle regole”.

Infine, “un impegno concreto e verificabile nella gestione e nell’assegnazione per finalità sociali dei beni confiscati ai mafiosi e ai corrotti. In particolare, ai futuri amministratori chiediamo di: attivarsi nella consultazione delle banche dati dell’Agenzia nazionale; pubblicare l’elenco ed i dati dei beni confiscati trasferiti nel patrimonio indisponibile del Comune; adottare un regolamento che disciplini le procedure di gestione diretta e/o di assegnazione dei beni confiscati ai soggetti del terzo settore, prevedendo adeguate forme di consultazione pubblica; prevedere forme di progettazione partecipata con le realtà sociali e percorsi di memoria con l’intitolazione dei beni alle vittime innocenti delle mafie; promuovere il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati all’interno dei piani e programmi di sviluppo sostenibile e coesione territoriali”.

Sara Erriu
27 Settembre 2021 alle 19:08
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