
[thumb:1740:l]Albenga. Sono scattati una serie di servizi coordinati dei carabinieri sul territorio di Albenga. I militari della Compagnia ingauna, supportati dalle forze giunte dal comando provinciale, stanno eseguendo una serie di controlli nelle serre e nelle aziende del comparto ortofoloricolo, nei locali pubblici dove si danno incontrano gli extracomunitari, nelle strade e nelle piazze.
E’ l’effetto della svolta Tabbò sul monitoraggio della città, con la recente richiesta al Ministero dell’Interno di rinforzi per arginare la criminalità legata all’immigrazione clandestina. Ancora presto per l’invio di elementi dell’esercito, che proprio dietro richiesta del sindaco, potrebbero ripopolare Albenga, già per decenni sede del Car e avvezza agli uomini in divisa.
Mustapha El Kathiri, presidente dell’associazione lavoratori immigrati, è d’accordo con il primo cittadino: “Abbiamo bisogno di sicurezza anche noi, che lavoriamo serenamente e vogliamo contribuire alla pace cittadina. Più forze dell’ordine? Sì, è una decisione giusta. Vorremmo dormire con le finestre aperte, non blindate, come se fossimo in un carcere. Vorremmo sapere che i nostri figli, come quelli degli italiani, girano per le strade senza venire a contatto con situazione di spaccio o di malavita”. Sono circa millecinquecento gli immigrati regolari ad Albenga, per la gran parte marocchini, ma forse un migliaio sarebbero gli irregolari su una popolazione di 24 mila abitanti.