
[thumb:7893:l]Finale Ligure. L’idea è partita da una donna paraguaiana e ha trovato una favorevole sponda nelle realtà del volontariato finalese. E così diventa realtà la prima “festa dei popoli”, sul tema “Parte di una comunità o comunità a parte”, avrà luogo domenica 29 marzo presso i chiostri di Santa Caterina in Finalborgo e sarà preceduta da una tavola rotonda a Finalmarina, venerdì 27 marzo.
Parteciperà anche il direttore della Caritas diocesana don Adolfo Macchioli alla “Festa dei popoli”. La tavola rotonda, che si svolgerà venerdì 27 marzo a Finalmarina, alle ore 20,45, presso la sala Boncardo in Lungomare Migliorini ed è organizzata fra gli altri dal Centro incontro di Finale Ligure della Caritas, proporrà una occasione di riflessione sul tema “Migrazione: ricchezza, solidarietà, reciprocità”. Gli interventi, moderati dal giornalista Rai Tarcisio Mazzeo, saranno a cura di don Adolfo Macchioli, direttore della Caritas diocesana, e di Cristina Notarangelo, antropologa dell’Università di Genova.
Un secondo momento della “Festa” è previsto domenica 29 marzo, quando dalle ore 10 alle 18 si svolgerà la “Festa dei chiostri” di santa Caterina a Finalborgo. Durante la pausa pranzo i “vegi du Burgu” offriranno assaggi liguri di trofie, focaccia, “figassin”. Il manifesto è stato ideato dagli alunni del 4° grafici dell’Ipsia.
“La festa – spiegano gli organizzatori – è nata per la strada, secondo quella che possiamo chiamare la pastorale del villaggio, fatta di incontri, ascolto, comunicazione mai inutile o banale. Mabel, una signora paraguaiana, leader naturale di un nutrito numero di connazionali presenti sul nostro territorio, la maggior parte giovani, ha proposto di organizzare a Finale una festa dei popoli. L’idea è stata subito accolta dai volontari del Centro incontro della Caritas vicariale, proposta all’assessorato alle politiche Sociali del Comune di Finale, e ha coinvolto la Consulta del volontariato con le sue 26 associazioni, contagia la Consulta dello Sport, i `Vegi du Burgu’, le Città equosolidali e il Banco solidale”.
Continuano gli organizzatori: “Si è creata velocemente una intensa rete di collaborazione. Riunione dopo riunione ha preso forma la partecipazione di gruppi etnici presenti sul nostro territorio: Equador, Paraguay, Perù, Est Europeo, Africa, che hanno risposto entusiasticamente. Il titolo che è una provocazione per loro ma anche per la città di Finale, `parte di una comunità o comunità a parte’, preannuncia la finalità principale di questa. festa: integrarsi, arricchirsi reciprocamente, rendersi visibili con i propri valori, che non sono solo il servizio o il lavoro svolto, ma le tradizioni, i canti, le danze, la gastronomia”.
“Cosa ci aspettiamo da queste due giornate? – concludono -. Intanto una festa, e festa significa allegria, comunione, condivisione a tutti i livelli. Un risultato positivo lo abbiamo già raccolto. L’incontro e la partecipazione di tante forze locali, la conoscenza reciproca, lo scambio di idee: l’integrazione comincia da noi locali”.