
[random4:52:l]Alassio. Tredici persone arrestate, tra italiani e marocchini, e diciannove denunciati a piede libero. E’ questo il bilancio dell’operazione antidroga “Ombre nere dal bosco” condotta dai carabinieri della Compagnia di Alassio, coordinati capitano Samuele Sighinolfi. Fuori dal consueto il numero dei clienti assuntori di stupefacenti identificati e segnalati alla Prefettura: ben duecento. Moltissimi dei quali figli di “famiglie-bene” di Alassio e di Albenga.
L’inchiesta ha preso le mosse da un’indagine del 2007, denominata “Zodiac”, e si è conclusa la settimana scorsa. Gli accertamenti sono partiti proprio dai consumatori e dalle loro abitudini, da cui è derivato il nome dell’operazione: gli scambi di sostanze illecite avvenivano in un bosco, durante la notte o alle prime luci dell’alba, mentre una rete di “pali” segnalava l’eventuale passaggio di pattuglie di carabinieri o polizia.
La cocaina era al centro dei traffici, polverina proveniente dal Marocco che tramite la Spagna arrivava a Milano e da lì in Riviera ligure. Tra gli scali delle partite di droga, forse, anche Amsterdam. Gli inquirenti hanno faticato non poco a tracciare le rotte degli affari illegali, ma alla fine hanno rilevato che veri e propri corrieri settimanalmente si rifornivano in Lombardia e trasportavano verso il mare panetti da mezzo chilo o un chilo per volta, per un totale di cinque chilogrammi al mese.
Non è stato semplice neppure eseguire appostamenti e pedinamenti nel comprensorio ingauno ed alassino, ma l’attività investigativa ha consentito di far luce sull’ampio spettro degli acquirenti: decine di giovani e meno giovani, più o meno dediti all’uso di cocaina. Soprattutto, si tratta dei figli di famiglie note e stimate del Ponente savonese. I trafficanti cambiavano spesso le schede Sim dei cellulari per non farsi intercettare, utilizzando a volte prestanomi, e delegavano ai corrieri il compito di smerciare la droga al dettaglio. Venivano inoltre impiegati i tossicomani stessi, soprattutto nell’Imperiese, per le consegne della “roba”. [image:11236:r]
L’organizzazione poteva contare su una ventina di spacciatori. Uno dei responsabili della banda risulta essere un latitante da tempo ricercato dai carabinieri savonesi. Parte dei malviventi ha anche trascorsi per rapina; alcuni di loro sono riconducibili ad un raid punitivo, finito con un accoltellamento, avvenuto a Ceriale, altri sono immischiati nel furto di auto ai danni dei loro stessi complici (in particolare, un’Audi A3). L’indagine ha riguardato, oltre Milano, anche le città di Vigevano, Rho e Desio. Le operazioni si sono svolte con il contributo dall’alto dell’elicottero dell’Arma.
I capi della banda criminale tra loro non andavano sempre d’accordo e non erano rare le liti sulla qualità degli stupefacenti, rese ancor più aspre dalle lamentele della clientela. Anche per questo – ritengono gli investigatori – la tenuta dell’organizzazione andava sfaldandosi. Ingente la quantità di cocaina sequestrata, un dato allarmante per la realtà ponentina. Sotto sequestro anche automobili, telefonini, migliaia di euro in contanti e materiale per il confezionamento delle dosi. La maggior parte degli arrestati è di nazionalità marocchina. Tre invece gli italiani finiti in manette: una coppia di San Bartolomeo al Mare, I.M. e M.M., e C.G., di Borghetto Santo Spirito, bloccato in un blitz dello scorso 14 aprile e trovato in possesso di 7850 euro, frutto di spaccio.
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