
La colonna vertebrale può essere soggetta a problematiche diverse a seconda di svariati fattori di rischio, quali ad esempio traumi specifici o uno stile di vita scorretto.
Tra le deformazioni più note figurano la scoliosi e la lordosi che sono curvature anomale che possono arrivare a provocare dolore o comunque fastidi di vario genere, nonché difetti nella postura.
In quest’ambito, una radiografia può consentire di individuare precocemente qualsiasi problematica già nelle fasi iniziali e permettere allo specialista del settore di intervenire in maniera tempestiva al fine di correggerla o limitarla.
Le caratteristiche della radiografia della colonna vertebrale
Grazie ai raggi X è possibile disporre di una panoramica delle ossa contenute all’interno del corpo umano. Nel dettaglio, una radiografia della colonna vertebrale completa non richiede particolare preparazione e permette di mettere in evidenza l’intero tratto, da quello cervicale a quello lombare.
Grazie agli ultimi sviluppi della tecnologia, fare una radiografia oggi riduce notevolmente i rischi che possono essere legati ai raggi X: questo non soltanto per il breve tempo di esposizione ma anche grazie al loro utilizzo limitato e attento, con protezione scrupolosa delle altre aree del corpo.
Il grande vantaggio è quello di poter avere queste immagini, piuttosto nitide, riportate su supporto digitale come un DVD da sottoporre alla valutazione del proprio specialista che potrà così indicare terapia corretta da seguire.
Il ruolo della radiografia alla colonna in fase pre-operatoria
Oltre a individuare deformazioni a carico della colonna vertebrale in ogni sua zona, una radiografia completa alla colonna vertebrale può anche essere fondamentale in fase pre-operatoria.
In questo modo, infatti, i chirurghi dispongono dell’immagine fedele della zona in cui dovranno intervenire. Inoltre, le radiografie della colonna fanno parte di quell’imaging medicale indispensabile per effettuare stampe 3D con cui programmare al meglio interventi volti a correggere patologie tipiche della terza età quali la Spondilolistesi lombare, che consiste nello slittamento di una vertebra in avanti.
La tecnica utilizzata in fase operatoria, in questo caso, prevede che vertebre contigue vengano fuse insieme con una modalità chirurgica che mira a riportare in posizione quelle che si sono incurvate col tempo.
In altri casi, per problematiche diverse, il medico potrebbe invece suggerire una semplice fisioterapia mirata, ginnastica posturale e soluzioni meno invasive.
L’importanza della prevenzione
Come per qualsiasi altra patologia, anche quelle che influiscono sulla colonna vertebrale possono essere prevenute o comunque limitate con alcuni accorgimenti preventivi.
Fare attività fisica apporta sempre benefici all’organismo e di sicuro contribuisce a mantenere sana e allenata la muscolatura e, di conseguenza, anche le ossa. Ovviamente, occorre prestare attenzione e fare esercizio sempre tenendo conto dei propri limiti fisici, dell’età ed eventuali problematiche preesistenti.
La colonna vertebrale, infatti, può modificare la sua forma anche a seguito di sforzi fisici reiterati nel tempo effettuati in maniera scorretta: lo stesso atto di sollevare un peso non dovrebbe sovraccaricare la schiena ma impegnare soprattutto la muscolatura di gambe e braccia, mantenendo la colonna ben dritta.
Altro fattore di rischio è la sedentarietà, soprattutto in tutti quei casi in cui la seduta non è ergonomica e porta ad assumere per lunghi lassi di tempo una postura scorretta.
In ogni caso, piccole contratture o dolori specifici dovrebbero essere i primi campanelli d’allarme cui si dovrebbe prestare attenzione e che dovrebbero portare a un consulto specialistico atto proprio a individuare, attraverso una radiografia, l’eventuale presenza di una patologia a carico della colonna vertebrale.