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Alassio, la denuncia di un turista: “Ci si sveglia la mattina invasi dal fumo dell’abbruciamento”

Mary Caridi
21 Giugno 2021 alle 10:11
21 Giugno 2021
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Rabbia

Alassio, la denuncia di un turista: “Ci si sveglia la mattina invasi dal fumo dell’abbruciamento”

"Nonostante le numerose segnalazioni presentate a polizia locale e istituzioni, nessuno interviene"

"Nonostante le numerose segnalazioni presentate a polizia locale e istituzioni, nessuno interviene"

Alassio. Sole, profumo di mare e atmosfera tranquilla. È questo che ci si aspetta di vedere e sentire quando si apre la finestra, al mattino, in vacanza. Ma non è così per M.S. un turista che alloggia ad Alassio, dove racconta che a svegliarlo è un fenomeno davvero fastidioso: ampie colonne di fumo che ammorbano l’aria pulita della “perla della Liguria”.

Mesi fa se ne era parlato anche in una puntata su Striscia la Notizia. Lo stesso Antonio Ricci, che ad Alassio ci vive ed ha una importante attività turistica, aveva puntato il dito sulla pratica diffusa degli abbruciamenti. E ora anche le lamentele di un turista che ha scelto la città del Muretto per la sua vacanza.

“Sono in vacanza per un lungo periodo ad Alassio. Dopo la pandemia abbiamo desiderato a lungo di poter finalmente venire in vacanza qui, ma ci svegliamo in questa bellissima località turistica e, aprendo la finestra, veniamo invasi da un fumo acre – racconta -. In un posto come questo, dove si portano i bambini per respirare bene, che questo sia il biglietto da visita e che le autorità locali non intervengano a tutelare le persone che qui vengono per respirare meglio, mi sembra veramente un bel paradosso, soprattutto da chi dovrebbe avere l’interesse, la cura, la tutela della bellezza e la salubrità dei luoghi”.

“È un fenomeno davvero intollerabile – continua – che riguarda diverse zone: un giorno a Borgo Coscia, un giorno a duecento metri in linea d’aria da piazza Partigiani, con il vento che dalla collina trasporta i fumi in tutta la città”.

L’abbruciamento è la pratica diffusa di bruciare i resti di potature ramaglie e scarichi agricoli, “ma – puntualizza il turista  –  Alassio non è un contesto agricolo e ci sono dei vincoli sulla quantità e la soglia di tollerabilità che in questo caso è ampiamente superata. Ci si sveglia la mattina e fino alle 11 sono colonne e colonne di fumo. Poi la verità è che questi fuochi incontrollati in contesti urbani, con la scusa delle sterpaglie, sono un modo certo per incenerire en plein air anche cartoni, plastiche, ciarpame e materiali vari. Lo si vede ad occhio dal colore del fumo. E il fatto che accada il lunedì mattina, post weekend, avvalora la teoria. Contrariamente a quanto si crede, il rifiuto vegetale bruciato sviluppa diossine e ipa, idrocarburi policiclici aromatici. Entrambi cancerogeni”.

Diverse le segnalazione che l’uomo ha presentato a polizia locale e alle istituzioni, “ma il mio appello cade sempre nel vuoto”, sottolinea. “O mi danno torto o mi dicono che al mattino si può fare abbruciamento. Non solo non intervengono, ma giustificano gli abbruciamenti dei residenti. Qui vale l’abitudine di smaltire gli sfalci o i cartoni nel giardino o nel cortile di casa, fenomeno che in località come in Trentino – a differenza di Alassio – non sono assolutamente tollerate, ma severamente vietate”.

“A mio parere questo fenomeno va avanti in barba ai codici che pongono dei vincoli, così come il diritto penale. Poi c’è il regolamento comunale che non può sovrastare sui codici. In un contesto abitativo di natura turistica il diritto alla salute, alla salubrità dei luoghi e alla respirazione è sovraordinato dall’ordinamento italiano alla possibilità di queste persone di bruciare qualunque cosa nel cortile di casa. Una cosa è bruciare la sterpaglia, ma qui – a mio parere – sembrerebbe smaltimento di ben altro. Tutte le istituzioni da me interpellate mi rispondono che è tutto regolare con una tolleranza tutta a favore dei residenti”, conclude amareggiato il turista.

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