
[thumb:3327:l]Pietra Ligure. Il Tar della Liguria ha accolto il ricorso finalizzato all’annullamento della delibera con cui l’amministrazione regionale ha approvato il riordino della rete ospedaliera. “Non esistono motivazioni tecniche a sostegno del piano, ma solo politiche” è la pronuncia dei giudici del tribunale amministrativo. L’esito, di effetto dirompente nel mondo della politica sanitaria, se non successivamente riformato, comporterà il ritorno dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure allo status di azienda ospedaliera.
Evidente la soddisfazione di Alessandro Garassini, presidente del Comitato per la tutela della salute, che ha propugnato l’iniziativa: “Il risultato è facilmente commentabile: il tribunale amministrativo ci ha dato ragione e ha dato torto a chi non ci ha voluto ascoltare. Hanno rifiutato di collaborare con noi, eppure sei mesi fa avevo detto: ‘questo disegno, se non sarà fermato dalla ragione, sarà fermato dal Tar'”.
Non è il momento della diplomazia per Garassini: “Non abbiamo avuto aiuto né dal Partito Democratico ma nemmeno da Forza Italia. Quindi, nessuno metta il cappello sul risultato di questa faccenda. Ringrazio le amministrazioni comunali di Loano, Borghetto Santo Spirito e Finale Ligure che hanno sottoscritto il ricorso contro l’attentato all’autonomia gestionale dell’ospedale di Pietra. Sono soprattutto grato agli amici che hanno sostenuto la nostra battaglia, con la loro presenza costante”. Quest’ultimo riferimento è agli attivisti più coinvolti: Massimo Quaini, Marco Scardino, Luigi Madruzza, Mauro Boetto, Italo Bergamaschi, Mariangela Palazzo e Luca Battaglieri.
Un vero e proprio sconquasso nell’assetto istituzionale della sanità ligure, mentre l’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo ha già annunciato di voler ricorrere in appello al Consiglio di Stato. Nel caso di una sospensione o bocciatura di questa impugnazione, il risultato sarebbe quello del ritorno alla doppia azienda sul territorio provinciale, con due direttori, l’uno per l’Asl 2 e l’altro per il presidio di Pietra.
Di fatto i ricorsi presentati al Tar erano tre, dello stesso tenore: uno proposto dal Comitato guidato da Garassini con l’assistenza dell’avvocato Giovanni Bormioli, un altro firmato dai sindaci di Loano, Borghetto e Finale, ed un terzo formulato da un gruppo di medici e rappresentanti sindacali. Tutti con l’obiettivo di restituire al nosocomio pietrese la qualifica di azienda, di cui la struttura ha goduto sino allo scorso 30 giugno.
Così commenta Luigi De Vincenzi, sindaco di Pietra Ligure: “Prendo atto della decisione del Tar. Il consiglio comunale pietrese si è sempre espresso negativamente sulla decisione di deaziendalizzare il Santa Corona e la nostra preoccupazione è sempre stata quella di garantire i servizi e le specializzazioni del nostro nosocomio. Non ci importa la forma giuridica: l’essenziale è che vengano mantenute tutte le specializzazioni e che le nuove realtà vengano insediate così come ci è stato promesso”.
“Sono felice per mille motivi – afferma Angelo Vaccarezza, primo cittadino di Loano – perché il Comitato ha vinto il primo round di una battaglia fondamentale per la salute di tutti i cittadini del nostro comprensorio. Nondimeno sono soddisfatto per tutti quei dipendenti del Santa Corona che hanno tenuto duro e sono andati a protestare in tutta la Liguria, da Genova a Sanremo”. Infine, parafrasando Winston Churchill: “Mai così tanti devono così tanto a così pochi”.