
Liguria. “Tutti i cantieri comportano disagi, quindi mi aspettavo disagi come era ampiamente prevedibile“. L’assessore regionale Giacomo Giampedrone risponde così all’indomani del maxi ingorgo di domenica pomeriggio nel Ponente genovese, proseguito fino a tarda sera.
La chiusura della A10 tra Aeroporto e Pra’ in direzione Ponente, programmata dalle 15.30 per favorire il flusso di rientro dalle riviere sulle uniche due corsie disponibili in area di cantiere, ha innescando il più classico degli effetti collaterali. Anche perché il tempo incerto aveva indotto invece molti residenti del Ponente a raggiungere la città, generando quindi molto traffico nella direzione opposta a quella attesa.
Il problema, in verità, è molto più ampio del cantiere in A10 tra Pegli e Pra’ che potrebbe terminare ai primi di giugno. Perché Autostrade ha chiesto di rivedere l’intera programmazione estiva mettendo in discussione anche la rimozione dei cantieri nel weekend di Ferragosto e in quello successivo. Domani pomeriggio è prevista una doppia riunione: la prima di carattere tecnico con Autostrade, l’ispettore Placido Migliorino e gli uffici del ministero, la seconda di caratura più politica con il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, il presidente Giovanni Toti e l’assessore Giacomo Giampedrone.
“Il tema non è solo avere un’estate degna di tale nome, ma anche riprogrammare ottobre – spiega Giampedrone -. Se il ministero ci chiederà di fare qualche sacrificio nei prossimi mesi perché ci sono cantieri urgenti impossibili da rimandare, lo valuteremo ben consapevoli che ogni singolo cantiere crea disagio mentre noi abbiamo chiesto di eliminarli dal 15 giugno al 30 settembre. Ma allora il sacrificio dovrà essere contemperato da una nuova programmazione a ottobre. E visto che ci auguriamo che questo ottobre non sia più un periodo pandemico, un piano che assomigli anche solo lontanamente a quello del 2020 sarà invivibile per la Liguria”.
Si prospettano, insomma, due alternative: da un lato una pausa estiva che metterà in salvo il turismo ma rischierà di far collassare il sistema quando tornerà il traffico dei pendolari e delle merci, dall’altro un compromesso che tenderà a spalmare i disagi tra il periodo storicamente meno intenso per le riviere (quello a cavallo di Ferragosto) e le prime settimane autunnali, quando Autostrade dovrà smaltire i lavori rimasti indietro nelle settimane precedenti. “In ogni caso non siamo disposti a negoziare sui weekend“, precisa Giampedrone.
Nel mezzo ci sono altre incognite. Anzitutto il cantiere in A10 tra Pegli e Pra’, indirettamente responsabile del caos di ieri: Autostrade aveva chiesto di tenerlo in funzione nel fine settimana per non trovarsi costretta a lasciarlo attivo in orario notturno fino ad agosto senza interruzioni. “Ma dipende per quanto tempo – osserva Giampedrone -. Se starà lì ancora una settimana potremo tollerarlo, altrimenti è evidente che il prezzo sarà sempre più alto man mano che andiamo verso l’estate”. Senza contare, sulla stessa direttrice, il cantiere della galleria Ranco, poco prima di Savona in direzione Ponente, che venerdì scorso è stato rimosso alle 22 (anziché alle 14) creando ulteriori difficoltà.
Poi, come si è visto ieri, l’autostrada A7 dove in realtà non sempre vengono garantite le due corsie nella direzione di maggiore traffico. “Su quel tratto la smobilitazione dei cantieri non è così semplice – spiega Giampedrone -. Aspi cerca di garantire la doppia corsia quando le caratteristiche lo consentono, ma lo smontaggio riguarda soprattutto la A10 e la A12”. E infatti non sono mancate le code domenicali, aggravate dalla riapertura dell’outlet di Serravalle che ha messo in moto più veicoli del previsto in direzione Nord.