
[thumb:4885:l]Albenga. Parolacce ed espressioni blasfeme, contenute nell’ultimo spettacolo del calendario teatrale messo in scena al teatro Ambra di Albenga, spingono il sindaco ad abbandonare la sala e fanno divampare le polemiche. Il coordinatore ingauno di Forza Italia, Bruno Robello De Filippis, attacca: “Il primo cittadino dovrebbe indignarsi per cose un po’ più importanti, come ad esempio la situazione di degrado in cui versa la città amministrata da lui medesimo. Ritengo che il sindaco oltre che abbandonare il teatro, dovrebbe abbandonare al piu presto anche la casa comunale, facendo così un gesto apprezzato da tutti”.
La rappresentazione di sabato scorso, messa in scena della compagnia “Babilonia Teatri”, puntava a mettere alla berlina vizi e difetti del Nord Est ed era recitata prevalentemente in dialatto veneto. Ma sono state le espressioni utilizzate dagli attori a indispettire una parte del pubblico. Secondo molti, infatti, il linguaggio degli interpreti lasciava poco spazio alla fantasia ed era sconsigliato ai minori. Alcuni spettatori hanno lasciato la platea per manifestare il proprio dissenso con lo spettacolo. Tra questi dissidenti, spicca il nome di Antonello Tabbò, rimasto in sala per pochi minuti prima di andarsene.
“Non ho ritenuto accettabile questo tipo di spettacolo, né come sindaco né come persona – spiega il primo cittadino ingauno – Non era quello che mi aspettavo in una città come Albenga. Ho fatto le mie rimostranze ufficiali alla Kronoteatro, che allestisce il calendario teatrale per conto del Comune e che mi ha prontamente inviato una lettera di scuse. Ho visto solo dieci minuti della rappresentazione e purtroppo devo dire che mi sono bastati”.