Può parere un fatto personale e forse lo è,tuttavia debbo dire per onestà intellettuale, che quando ti trovi di fronte ad una certa realtà , ed è diversa dai luoghi comuni o dalle dicerie che circolano, ti meravigli maggiormente di trovare ,sperimentrandola che è nettamente diversa dalle storie che il tam tam della gente fa suonare.
Oggi io mi trovo ospite nella RSA di Millesimo per un ciclo di riabilitazione : e debbo dire che, con meraviglia, ho constatato due fatti importanti, a mio avviso: la qualità della assistenza che è nettamente ottima; ma non solo, ho visto e constatato come qui la integrazione tra italiani e immigrati sia un fatto.
E´ probabile che, anche qui come in tutti luoghi di lavoro vi sia una certa conflittualità,tra gli addetti, ma non si percepisce l´ostilità tra italiani egli altri che sono di varie parti del mondo dall´india e dintorni ai magrebini e ai neri sud africani.
Vista dall´interno quindi, al di la della qualità della assistenza, che gli addetti svolgono con pazienza e competenza, c´è la prova provata, che nei luoghi di lavoro non esiste differenza tra il lavoratore indigeno e quelloche viene da altri paesi.
C´è un solo fatto che, rappresenta un neo, in questo quadro (che può parere troppo idilliaco),l´abitudine di alcuni addetti a parlare tra loro nei loro idiomi,ma questo è un fatto irrilevante.
C´è un dato comunque che accomuna i lavoratori,a mio avviso, l´inadeguatezza della remunerazione del lavoro, un dato che è ancora più evidente per la forma societaria dell azienda che gestisce la RSA.
Probabilmente una qualsiasi altra forma societaria non funzionerebbe salvo la gestione pubblica, forse.
Per concludere la impressione ricavata in questi due mesi di presenza inquesta struttura sanitaria è di sincera ammirazione e soddisfazione in generale per gli addetti,che fanno il massimo, e per la direzione della dott.ssa Moretto e del suo factotum: il baffuto Anthony,anche se a me pare che l´Asl dovrebbe dar modo all´azinda di aumentare gli addetti .
Giorgio Magni