
[thumb:10876:l]Imperia. Nuova sopralluogo questa mattina sull’auto, una Fiat Punto, targata Savona, rubata alcuni giorni prima ad Alassio, piazzata con un carico di esplosivo il 2 novembre scorso, sul retro del Palazzo di Giustizia di Imperia e non esplosa per un caso fortuito. La vettura conteneva due bombole del gas da cucina e due taniche di combustibile, pronte per esplodere se le fiamme appiccate alla striscia di gasolio avessero avvolto del tutto l’auto.
La Procura della Repubblica di Imperia ha intanto nominato un funzionario dei Vigili del Fuoco, l’ingegnere Alessandro Segatori, di Genova, quale perito che dovrà di stabilire la potenzialità offensiva dell’ordigno, in relazione anche al posizionamento dell’auto.
L’autobomba venne scoperta, alle 7 del mattino, da un agente della vigilanza, durante un giro di perlustrazione della zona. Continuano, nel frattempo, le indagini della Squadra Mobile di Imperia, in collaborazione con la Squadra Mobile di Genova, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova. Le indagini non hanno trascurato alcuna pista, anche quella riconducibile alla criminalità organizzata e o alla matrice eversiva, sia interna che internazionale.
Gli investigatori stanno anche valutando la posizione di soggetti, non necessariamente di alto spessore criminale, che possano avere motivi di intimidazione o vendetta verso tutti quei soggetti che a vario titolo hanno un ruolo attivo nell’amministrazione della giustizia imperiese; motivi di risentimento da ricondurre a procedimenti, civili o penali, tuttora in corso o conclusi con condanne. In questa ottica, sono stati esaminati diverse migliaia di fascicoli processuali del Tribunale di Imperia relativi agli ultimi anni.