
[thumb:4547:l]Savona. Si terrà domenica 15 marzo, presso i locali della parrocchia di san Francesco da Paola a Savona, l’inaugurazione di “Casa Graziano Mori”, la nuova struttura di accoglienza della diocesi di Savona-Noli, fortemente voluta da monsignor Lupi che ha stanziato 40 mila euro per il recupero e l’adattamento dell’edificio, fondi ottenuti grazie alle offerte raccolte in occasione della sua messa di ingresso in cattedrale. Il programma della giornata prevederà, alle 18,30, una messa presieduta dal vescovo e, a seguire, la benedizione della nuova casa, ubicata due piani sotto “Casa Emmaus”, l’alloggio inaugurato più di sei anni fa, e la cena di festeggiamento che il vescovo condividerà con volontari, ospiti attuali ed ex ospiti di “Casa Emmaus”.
La Caritas di Savona aggiunge così un nuovo tassello alla rete di strutture di accoglienza. Un massimo di quattro uomini potranno usufruire, per un anno, di un alloggio in cui vivere comunitariamente, in attesa di uscire definitivamente dalla condizione di bisogno. “Gli ospiti di ‘Casa Mori’ – dice Maurizio Raineri, presidente dell’ente gestore dei serivizi promossi dalla Caritas – sono uomini che, al termine di un percorso personale di socializzazione e autonomia svolto all’interno di strutture di prima e seconda accoglienza, hanno raggiunto un livello quasi completo di indipendenza. Sicuramente dovranno essere persone con un contratto di lavoro. Sono esclusi i contratti a tempo determinato di breve durata. A chi alloggia in ‘Casa Mori’ sarà infatti richiesto un affitto, oltre al pagamento delle utenze”.
“Sarà un modo – conclude poi Raineri – per dare la possibilità agli ospiti di vivere un’esperienza comunitaria, molto vicina all’autonomia totale. Anche per questo la casa dovrà essere lasciata al massimo dopo un anno. Chi al termine dell’anno non avesse raggiunto l’autonomia può sempre decidere per un’altra esperienza di convivenza all’esterno di ‘Casa Mori'”.