
Finale Ligure. Su modello di The Human Library, il progetto internazionale della biblioteca umana nato in Danimarca nel 2000, e del documentario del 2015 Human, l’associazione culturale Baba Jaga di Finale Ligure ha intervistato persone del nostro territorio, chiedendo loro di raccontare l’esperienza del lockdown dal loro punto di vista.
“Abbiamo incontrato l’infermiera Lara Giurdanella; Don Caneto, parroco della parrocchia S. Biagio di Finalborgo; Giovanna Brambilla, nonna, finalese dal 1933; Paola Repetto, della Comunità Papa Giovanni XXIII; Riccardo Negro, organizzatore di eventi MTB tra cui la 24h di Finale Ligure e l’assessore Claudio Casanova – fanno sapere dall’associazione – Presentiamo, inoltre, come contenuto extra, l’intervista al professor Duccio Cavalieri, docente di microbiologia all’Università degli Studi di Firenze”.
E così la galleria “Contagi di Storie” vuole essere una possibilità di “arginare la naturale tendenza umana alla rimozione, alla quale molti di noi hanno ceduto, per riscoprire invece la necessità della riflessione – spiegano dall’associazione – Funziona davvero come un contagio: appena qualcuno inizia a raccontare, anche all’ascoltatore cominciano a tornare alla mente episodi, aneddoti, ricordi che altrimenti sarebbero rimasti sepolti nella memoria, come cancellati”.
Accedendo alla pagina Eventi on line del sito www.teatrodelleudienze.org ci si potrà abbonare al mese di novembre oppure a tutta la stagione: “Tanti saranno i contenuti disponibili (sia in diretta streaming sia on-demand) e grande sarà il sostegno per mantenere vivo e attivo il Teatro delle Udienze” aggiungono.
“La drammatica emergenza sanitaria che stiamo tutt’ora vivendo, nella sua prima ondata, ha posto ognuno di noi fronte ad emergenze pratiche e, insieme, a solitudini, paure, silenzi e problematiche esistenziali – concludono dall’associazione – Le reazioni sono state molteplici: alcuni, da questo momento di crisi, hanno deciso di far scaturire riflessioni, ma molti, al contrario, hanno preferito mettere tutto a tacere, andare avanti e fare finta che non fosse successo nulla”.