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Titanio sul Tarinè, la Fie: “In pericolo la culla delle misteriose microasce neolitiche di giadeite”

La giadeite proviene esclusivamente, oltre che da un sito al Monviso, anche dall’area delle serpentiniti o “pietre verdi” del Monte Beigua

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Titanio sul Tarinè, la Fie: “In pericolo la culla delle misteriose microasce neolitiche di giadeite”
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Sassello/Urbe. “La miniera di Titanio mette in pericolo la culla delle misteriose microasce neolitiche di giadeite”. Lo afferma il comitato ligure della Federazione Italiana Escursionismo, secondo cui un eventuale sfruttamento del Monte Tarinè minaccerebbe la sopravvivenza di un sito di rilevanza archeologica.

“L’applicazione delle più recenti tecnologie spaziali nel campo della spettrofotogrammetria ha consentito, da poco, di svelare l’origine delle misteriose microasce neolitiche di giadeite rinvenute, a migliaia, in tutta Europa – spiegano dalla Fie – Prodotte circa 6.000 anni fa e di nessuna utilità pratica assumevano, sicuramente, per la loro rarità un elevato valore magico-rituale presso le popolazioni europee dal Mar del Nord al Mar Nero”.

La giadeite proviene esclusivamente, oltre che da un sito al Monviso, anche dall’area delle serpentiniti o “pietre verdi” del Monte Beigua a cavallo fra le province di Genova e di Savona nelle quali è stato istituito il parco regionale omonimo, insignito della qualifica di “Geoparck” Unesco.

Microasce neolitico

Perciò secondo la Fie “l’autorizzazione di ricerche minerarie di titanio nella zona del Monte Tarinè, all’interno dell’area protetta del Beigua metterebbe in pericolo l’esistenza del luogo di origine delle microasce neolitiche creando una insanabile frattura nel rapporto culturale fra luogo d’origine e siti di rinvenimento e conservazione dei reperti. Con la distruzione della ‘Culla delle Magiche Pietre Verdi’ verrebbe a svilirsi tutto l’impegno profuso fino ad oggi nella specifica ricerca scientifica da parte degli archeologi, degli storici, degli accademici. Sarebbero, inoltre, deprivati il territorio e la sua popolazione di significative valenze ambientali e culturali necessarie allo sviluppo ecocompatibile delle economie locali oggi tanto indispensabili alla ripresa dalla crisi causata dalla recente pandemia”.

La Federazione Italiana Escursionismo che cura la manutenzione di molteplici sentieri escursionistici nel comune di Sassello e nel Parco del Beigua, esprime “forte preoccupazione per la concessione delle autorizzazioni di ricerca mineraria di titanio a monte Tarinè e sollecita il ministro dell’ambiente Costa e il ministro dei beni culturali Franceschini ad intervenire prontamente per la remissione delle autorizzazioni e ad attuare misure di tutela di un patrimonio ambientale-culturale ineguagliabile”.

Luca Berto
11 Novembre 2020 alle 16:58
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