Da mesi, le cronache savonesi di nera, riportano con sempre maggiore frequenza risse ed aggressioni , che avvengono a Savona o in provincia, generalmente nelle sere del fine settimana, in locali pubblici o nelle loro immediate adiacenze. In valle Bormida, ci fu una vittima, che a seguito delle percosse, riportò lesioni gravissime, talmente gravi da causarne la morte.
A Savona, in alcuni locali pubblici e nelle zone che li delimitano, stanno avvenendo risse e scontri, i cui protagonisti attivissimi, sono elementi stranieri, i quali inizialmente configgevano tra loro ma da qualche tempo , stanno prendendo di mira i giovani locali.
L’ultimo fatto, in ordine di tempo, e’ avvenuto, nella zona , rinnovata, del porto turistico di Savona. A seguito di un violento scontro tra stranieri ed Italiani, un carabiniere, intervenuto per sedare la rissa, e’ stato ferito. A questo operatore dell’ordine pubblico, va tutta la mia solidarietà.
Il catalizzatore, nonché protagonista, di questi scontri, rimane uno o piu’ gruppi di giovani stranieri, in questo caso albanesi, che manifestano una fortissima aggressività , non più verso i propri connazionali , ma bensì verso i giovani Italiani che frequentano nelle serate del weekend i locali della Movida Savonese.
Le loro azioni , si sviluppano con una strategia “schock and awe”, che significa colpisci duro e forte, e intimorisci. Inoltre, questi aggressori, attaccano sempre in numero soverchiante, in genere cinque stranieri contro un italiano. Con questa modalità violentissima , il successo e’ assicurato, la vittima viene colpita ripetutamente e ferocemente ,non ha la possibilità di difendersi in modo efficace, e deve fuggire, spesso e’ inseguito dal branco, come e’ accaduto in Valle Bormida, quando ci fu il morto. A Savona, nella zona dei lavatoi, recentemente ,un giovane savonese, si salvò, per miracolo, chiudendosi in auto. La macchina fu colpita dagli aggressori, a calci e pugni, con grande violenza per fare uscire allo scoperto il ragazzo e per poterlo colpire e… finire.
Un’altra caratteristica, che fa pensare, è che questi ragazzi stranieri, non hanno alcun limite nel colpire , anche se la loro vittima e’ caduta, infieriscono con maggiore ferocia, in barba alle più elementari regole.
Il fenomeno delle bande di giovani stranieri e’ in grande crescita, non e’ da sottovalutare e va seguito con grande attenzione, perche’ stanno colonizzando larghi spazi di territorio e stanno guardando con interesse crescente ad attivita’ illecite.
Inoltre i ragazzi per bene, inizieranno a non frequentare certi locali e ci sarà un danno economico per i gestori, che perdendo clienti dovranno pagare il personale di sicurezza, militarizzando i locali.
Ritengo che la convivenza civile sia basilare in una citta’ come Savona o come qualsiasi altra, il diritto di andare in ogni luogo per divertirsi correttamente , senza correre il pericolo di essere pestato a sangue, deve essere tutelato per tutti, stranieri e italiani.
Poi esiste un discorso, molto complesso ed approfondito, sulla “pace” , che si basa fortemente sull’equilibrio tra gruppi criminali, di diverse etnie e con diversi obiettivi, la zona dei Murazzi a Torino,e’ emblematica: una striscia di locali notturni, molto frequentati sul lungo Po, da mesi , i clienti venivano importunati e pestati da bande di extracomunitari, molto violenti ed aggressivi, senza regole… le regole vennero ristabilite da altri gruppi malavitosi, italiani, arrivati da fuori.
Ammettiamo, solo per mera ipotesi, che per ristabilire le regole, arrivi un gruppo di fuoco da fuori Savona, ipotizziamo una sparatoria in mezzo alla gente….sono incubi che e’ meglio non vedere concretizzati, per il bene di tutti.
Roberto Nicolick