
Albenga/Alassio. “Pensaci quando ti dicono che non ci sono i soldi”. E’ questo l’invito che si legge sui manifesti anonimi (ma che attaccano in modo molto esplicito l’attuale assessorato alla sanità della Regione Liguria) apparsi in questi giorni ad Albenga e Alassio.
Protagoniste della grafica sono due “figure chiave” dell’emergenza coronavirus: l’assessore Sonia Viale e una generica “infermiera precaria”.
Viale viene accusata di essere rimasta “a casa per tutta l’emergenza” eppure di aver diritto ad uno stipendio di “13.764 euro al mese per 60 mesi”.
L’infermiera precaria, invece, è stata “in prima linea per tutta l’emergenza” ma nonostante questo ha diritto a soli “1.500 euro al mese per quattro mesi”.
In fondo, il simbolo di Regione Liguria e la dicitura, altrettanto esplicita, a mo’ di slogan: “Coi soldi vostri, i cazzi nostri”.
Un attacco frontale e un’aperta critica al modo in cui la Regione ha gestito l’emergenza coronavirus e, non secondariamente, per come ha premiato (in maniera evidentemente insufficiente, secondo gli autori del manifesto) gli operatori sanitari che hanno contribuito a contenere la diffusione del contagio.