
Sulle prime può sembrare una semplice insalata di pomodori.
Preoccupati, però, di scegliere i pomodori adatti. Che siano sodi e turgidi e che, appena li accosti al naso, ti facciano sentire la pelle scottare di sole, e le orecchie di frinire di cicale.
Poi si aggiungono le olive, kalamata, ovviamente.
Grasse, oblunghe e ammiccanti, con la loro ferita succulenta che squarcia loro la pancia.
Il cetriolo, che promette la sua scorta d’acqua sapida e fresca ,e la cipolla rossa, addolcita da una mezz’ora di bagno di bellezza nell’aceto. Sale, che liberi i pomodori dal loro delizioso umore. Olio. Tanto.
Che raccolga e imprigioni il succo che stilla da ogni coriandolo di verdura.
Infine la feta. Adagiata come una lattea zattera sopra un mare in tempesta di colore.
Una pioggia di origano secco, sfregato col palmo delle mani con un gesto millenario , in una nuvola odorosa e piccante.
Un bicchiere di torbido e, apparentemente innocuo , di ouzo, un ventaglio di pane in un fazzoletto azzurro, un uomo che ti imbocca gemme di pomodoro e gocce di olio sulle dita, sulle labbra, sul petto. Sentore di origano e infrangersi di mae.
Il meltemi che rimuove dalla coscienza ogni velo di peccato.
L’ultimo succulento boccone sei tu per me, e sono io per te.
“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia Pistacchio, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Ogni martedì uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente. Clicca qui per leggere tutti gli articoli