
A che punto siamo con il lancio di nuove stelline nel calcio italiano? Continuiamo ad essere restii al loro ingresso nel calcio che conta o siamo diventati più moderni? Qual’è la tendenza? Dipende molto dagli allenatori della prima squadra ancor prima che dalla società, anche se chiaramente è molto più difficile da noi trovare spazio nei top team.
Vale per il centrocampista Alessio Riccardi (2001) che ha giocato solamente 8 minuti in Coppa Italia con la Roma di Fonseca contro l’Entella. Vale per il trequartista Daniel Maldini (2001) che il 2/2/2020 è subentrato al 48′ del secondo tempo nel Milan di Pioli opposto al Verona al posto di Castillejo.Vale per l’attaccante Sebastiano Esposito (2002) che il 21 dicembre 2019, alla prima da titolare nell’Inter di Conte ha segnato su rigore il suo primo gol in Serie A nel successo per 4-0 contro il Genoa. Vale infine per Bobby Duncan (2001), punta centrale passato dal Liverpool alla Fiorentina di Iachini.
Ma la nostra attenzione è diretta in particolar modo sull’astro nascente Nicolò Fagioli (2001), piacentino di nascita e juventino di adozione. Tutti lo descrivono come un predestinato, ancor prima di debuttare in Serie A. Scovato nel vivaio della Cremonese nel 2015, se ne parla oggi un gran bene e la Juventus Primavera ringrazia, visto che con le sue giocate si sta mettendo in mostra e allo stesso tempo è divenuto uno dei pilastri dei ‘baby’ bianconeri. Lo scorso aprile un’aritmia cardiaca lo ha costretto a rallentare l’ascesa e riposare, poi rieccolo nuovamente in pista a sciorinare talento.
Un anno fa all’incirca – gennaio 2019 – la prima convocazione con la Juve di Allegri nel match con la Lazio, ma fu soltanto panchina: chissà che questa non possa essere l’annata giusta per stappare lo champagne e sentire il profumo del prato verde insieme a CR7 e compagni.Acclamato da tanti e alle porte dei 19 anni, Fagioli è uno dei profili più interessanti passati dalle giovanili bianconere negli ultimi anni.Tra poco meno di un mese il piacentino Nicolò Fagioli farà 19 anni. Un’età che inizierà a farsi importante per uno dei talenti più fulgidi che siano passati nel settore giovanile della Juventus negli ultimi anni.
Ha già esordito con l’Under 23 zebrata di Pecchia e nel corso di questi anni è stato un punto più o meno fermo delle varie Nazionali giovanili Azzurre, rilanciate dalla “cura Viscidi”. Il fantasista emiliano ha infatti messo assieme già 37 presenze, per lo più con l’Under 17 (con cui sfiorò il titolo europeo di categoria nel 2018) e con l’Under 19 (con cui ha giocato, da sotto età, l’Europeo l’anno scorso e con cui proverà a giocare, con la sua “classe”, il torneo continentale anche quest’anno).Fagioli nasce trequartista centrale, classico giocatore che ama spaziare fra le linee per mettere in difficoltà con la propria classe e creatività le retroguardie avversarie. Estroso e con un ottimo bagaglio tecnico, il fantasista piacentino è cresciuto proprio come trequartista puro, per poi provare anche soluzioni alternative con l’arrivo di una più marcata maturità calcistica.
A questo punto del suo percorso di crescita, quindi, possiamo notare delle assonanze con un altro grande talento lungamente impiegato come trequartista nelle giovanili bianconere, ovvero quel Luca Clemenza che da uomo tra le linee venne riciclato a regista di centrocampo della Primavera juventina, prima di tornare ad occupare per lo più posizioni offensive (trequartista o seconda punta) in questo primo scorcio della sua carriera da professionista.
Difficile dire oggi se la trasformazione da fantasista a meneur de jeu si potrà mai completare in maniera soddisfacente. Di certo è che è già naturalmente portato a leggere bene le azioni e a giocare sulle traiettorie, avendo buone capacità e relativa efficacia in intercetto. In fase di possesso deve poi crescere ulteriormente la qualità delle proprie giocate, perché potenzialmente ha il talento per dipingere calcio come pochi. Proprio questo talento già oggi gli dà la possibilità di piazzare qualche pennellata, da calcio piazzato e non solo, da grande artista emergente.
Insomma, Nicolò Fagioli è un ragazzo che gode di una base tecnica da stropicciarsi gli occhi, che pochi hanno in Italia, ma che deve ancora trovare una propria identità tattica definitiva, tanto più per proiettarsi nel calcio dei grandi. Il potenziale per fare il botto alla Juventus l’avrebbe anche, per quanto resti più facile prospettargli un futuro lontano da un top club europeo come quello bianconero, dove imporsi è sempre arduo. L’intercessione del conterraneo Fabio Paratici crediamo e speriamo possa essergli utile.