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Torneo di Viareggio, la parola al presidente Alessandro Palagi

Mentre i ragazzi di Gennaro Ruotolo e Felice Tufano si presentano al Viareggio per rinverdire le vittorie del passato, Alessandro Palagi srotola il filo rosso che lo lega alla Coppa Carnevale

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Torneo di Viareggio, la parola al presidente Alessandro Palagi
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Genova. Il Centro Giovani Calciatori sta per dare il “fischio di inizio” alla Viareggio Cup – World Football Tournament – Coppa Carnevale, un torneo che, a ragion veduta, può considerarsi un autentico campionato del mondo, “a squadre”, a livello giovanile.

L’albo d’oro registra, fra i team più titolati, Juventus e Milan (con nove successi), Fiorentina ed Inter (otto), Dukla Praga e Torino (sei), mentre la Sampdoria figura al settimo posto (quattro vittorie) e il Genoa al nono (due).

Quest’anno le Under 18 di Gennaro Ruotolo e Felice Tufano sembrano avere le carte in regola per fare strada in un Torneo ricco di formazioni dagli importanti palmarès, provenienti da Europa, Nord/Sud America, Africa e perfino Oceania. Un cast di squadre di livello, selezionato dal management del C.G.C., capitanato da Alessandro Palagi, cui, in un’ intervista in esclusiva, abbiamo cercato di carpire qualche aneddoto relativo ai tanti tornei da lui vissuti in prima persona.

Presidente, quella che sta per iniziare è la 72ª edizione del Torneo, quindi lei non ha avuto modo di vederne gli esordi, ma di certo è stato spettatore di molte sfide allo Stadio dei Pini. Ci racconta le sue prime volte, sia da tifoso, che da presidente?

“Io sono un tradizionalista, affezionato ai ricordi dell’infanzia… porto sempre con me il mio ‘fanciullino’… mi è facile quindi srotolare il filo rosso che mi lega al Torneo di Viareggio. Ero ragazzino, quando mio padre (Fabio) mi accompagnò ad assistere alla mia prima partita del Viareggio. Era una notturna e rimasi affascinato dallo Stadio dei Pini (poi intitolato al nostro presidente fondatore, Torquato Bresciani), dalla gente che lo gremiva, ma soprattutto dall’entusiasmo che impregnava l’aria, almeno quanto l’odore d’incenso che emettevano i grandi pini marittimi della Pineta. Fu amore a prima vista, con la Coppa Carnevale… ma tutto potevo pensare, tranne che diventarne organizzatore.

Lo stesso anno (era il 1966) riuscii ad “infilarmi” in una finale passata alla storia: Fiorentina-Dukla. Un’esperienza indimenticabile. Una marea di gente aveva riempito tutti i posti disponibili ed a un certo punto, il pubblico iniziò a posizionarsi addirittura a bordo campo, dove ero seduto anch’io, nell’erba. Vinsero (2-0) i viola ed ho ancora negli occhi il goal di “Cavallo matto” Chiarugi (ndr, che poi giocò anche nella Sampdoria) che, battendo un corner, diede tanto effetto alla palla da infilarla direttamente nel sette della porta ceca. Lo stadio esplose!

viareggio

Dopo tre anni, la Fiorentina, con tanti di quei giocatori che avevano vinto il Viareggio, si aggiudicò il suo primo scudetto”.

Avrà visto fior di campioni sbocciare a Viareggio… una infinità… ci faccia due o tre nomi, fra quelli che più la hanno colpita…

“A me piacciono i giocatori di classe, ricchi di tecnica, capaci di sciorinare colpi di tacco, tunnel, dribbling, in grado di stoppare una palla che arriva dal cielo, di ‘piantare’ una punizione nel sette… Quindi, fra quelli che sono passati di qui, i vari Merlo, Baggio, Antonioni, Cassano, Mancini, ma come avrei potuto non apprezzare i grandi bomber, come Batistuta, Vialli, Balotelli, Ciro Immobile…

Tanti campioni, che hanno fatto la storia del calcio italiano, giocatori che hanno avuto il loro battesimo nel Torneo di Viareggio”.

Bene, bando al passato… passiamo alle novità di quest’anno. L’anno scorso avete aperto le porte anche al calcio femminile, dimostrando lungimiranza, pronti a cogliere le potenzialità di questo sport in crescita… Quale è stata la risposta del pubblico?

“Devo il suggerimento, di dar vita a questa nuova ‘creatura’, proprio al ‘fanciullino’ che è in me… una ‘creatura’ dedicata alla Donna, fonte di vita, speranza e amore. La seconda edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di un team proveniente dagli Stati Uniti. L’interesse è stato altissimo, tanto che sul nostro sito, abbiamo avuto migliaia di contatti. Se il buon giorno si vede dal mattino (abbiamo avuto tante richieste da parte di società estere), la ‘sorellina’ del Viareggio, farà strada.

Ho assistito alla finale fra Juventus e Roma e mi sono veramente divertito.

Mi piace il calcio femminile… non si risparmiano, non tirano mai il piede indietro, si rialzano subito quando subiscono un fallo, insomma, sono donne e lo dimostrano perfettamente anche nel calcio. Anche per questo abbiamo dedicato il torneo alla lotta contro la violenza sulle donne”.

Tornando ai maschi, quali sono state le motivazioni che vi hanno indotto a ritoccare, verso il basso, i limiti d’età dei giocatori partecipanti? Le società hanno opposto resistenza, oppure hanno condiviso di buon grado tale decisione?

“Beh, ricordiamoci che il Viareggio è, da sempre, un laboratorio. Forse non tutti ricordano che lo è stato per la RAI, tanto che la prima partita di calcio trasmessa in diretta, nel 1954, fu il secondo tempo di un Juventus-Lanerossi Vicenza, allo Stadio dei Pini. Perfino la mitica trasmissione radiofonica ‘Tutto il calcio, minuto per minuto’ è stata testata al Viareggio.

Il nostro è un laboratorio, col compito di precorrere tempi e così, anche questa volta, di concerto con la F.I.G.C. ed alcuni amici, abbiamo deciso di anticipare l’allineamento al calcio Europeo. Abbiamo dunque ritenuto apportare questa modifica, che inizialmente ha destato un po’ di perplessità, ma sarà questo il futuro del calcio in generale. I giovani sono il patrimonio più importante delle società, cui spetta il compito di incentivarlo e curarlo senza indugi. Non c’è soddisfazione più grande, per una società, del far esordire in prima squadra un giovane del proprio vivaio. Il Viareggio vuole essere da stimolo… Noi la sfida l’abbiamo lanciata, senza paura… per i giovani, per il futuro”.

L’abbassamento dell’età potrebbe ribaltare i rapporti di forza fra i partecipanti? Forse le “grandi” società, per la fretta, sono invogliate ad investire maggiormente nei giovani “border line”, quasi pronti per la prima squadra, mentre le “piccole” sono portate a crescere i giovani dal basso… Quindi potrebbe esserci qualche sorpresa fra chi arriverà in finale?

“Bella domanda! Sì, lo spero… questo Torneo potrebbe riservare novità, visto l’abbassamento dell’età e mi auguro anche che la competizione più giovane, senza troppa tattica e schemi, possa divertire e suscitare nuovi entusiasmi”.

Non le domandiamo, visto il suo ruolo ‘super partes’, un pronostico sui favoriti per la finale… ma non possiamo esimerci dal chiederle se ritiene che le tre liguri (Genoa, Sampdoria e Spezia) abbiano chance per “andare avanti”…

“Difficile fare pronostici… ho visto squadre accreditate uscire agli ottavi ed outsider crescere durante la competizione, al punto di arrivare ad alzare al cielo la Coppa Carnevale.

Difficile veramente… sono però convinto che le squadre liguri onoreranno al meglio le rispettive maglie, esaltando di conseguenza il Torneo Giovanile più datato e famoso nel mondo: il Viareggio”.

Claudio Nucci
29 Febbraio 2020 alle 14:19
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