
[image:10347:r]Savona. Nel corso dell’incontro odierno con i giornalisti, il vescovo della diocesi di Savona Noli, monsignor Lupi, ha parlato delle impressioni del suo primo anno di attività pastorale all’ombra della Torretta. In particolare il presule ha dichiarato di trovarsi bene a Savona, città che, nonostante la presenza di forze laiciste di impronta post-sessantottina, è in grado di mostrare il suo spirito religioso, come in occasione della visita del Papa e della tradizionale processione al Santuario di N.S. di Misericordia.
Il passaggio dalla realtà sanremese, a forte vocazione turistica e florovivaistica, a quella savonese, dove l’impronta della tradizione operaia è ancora viva e presente, non è stato privo di difficoltà, nonostante al momento del “passaggio di consegne” monsignor Calcagno avesse edotto il suo successore sulle caratteristiche del territorio e delle persone (fedeli e non) che lo abitano.
Il vescovo si è poi soffermato sulla necessità di smuovere le forze giovanili, al momento assenti, facendo riferimento anche alla crisi delle vocazioni che colpisce le ottanta parrocchie della diocesi. L’importanza dell’associazionismo religioso è poi stata evidenziata, segnalando anche la rilevanza sociale di questo fenomeno.
I giovani sono stati anche indicati, riprendendo le parole di Benedetto XVI, come gli “apostoli del continente digitale”, rimarcando l’attenzione della Chiesa verso l’informazione e, in modo particolare, i nuovi media. Ai giornalisti monsignor Lupi ha poi raccomandato di rivolgere la loro attenzione alla verità, che deve sovrastare la volontà di far notizia a tutti i costi, mantenendo vivo lo spirito di carità, evitando il sensazionalismo e rispettando il dolore altrui.
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