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Economia

Consiglio regionale, sì al bilancio 2018. Opposizioni critiche su partecipate e crescita

Dibattito sul documento economico-finanziario all'esame dell'assemblea ligure

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Consiglio regionale, sì al bilancio 2018. Opposizioni critiche su partecipate e crescita
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Liguria. Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 11 contrari (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) è stato approvato il provvedimento amministrativo 106 “Bilancio consolidato della Regione Liguria, Esercizio 2018”.

Si tratta di un adempimento tecnico-formale previsto dal decreto legislativo 118 del 23 giugno 2011 sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni e degli Enti locali e riproduce in sintesi la situazione definitiva del bilancio di Giunta, Consiglio, degli enti strumentali e delle società partecipate. Il “bilancio consolidato” è ottenuto assemblando i bilanci di esercizio composti da stato patrimoniale e conto economico e fornisce la rappresentazione delle attività, passività e del patrimonio netto e del risultato economico del gruppo, fornendo indicazioni sull’andamento della gestione e degli effetti ottenuti attraverso l’impiego delle risorse del gruppo stesso.

Per l’esercizio 2018 il perimetro degli enti e società oggetto di consolidamento è stato ampliato includendo anche l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente ligure (ARPAL). Il documento in esame costituisce il terzo bilancio consolidato della Regione Liguria redatto in applicazione delle disposizioni sull’armonizzazione contabile.
Il patrimonio netto è di oltre 493 milioni di euro e, rispetto a quello precedente, registra un miglioramento del risultato di esercizio del bilancio regionale che passa da euro 77,5 milioni circa ad euro 122,5 milioni circa.

Alice Salvatore (Mov5Stelle): “Secondo la Corte dei Conti, alcune delle aziende di cui Regione Liguria è socia, detenendone quindi una parte, sono in perdita se non addirittura in liquidazione. È lecito quindi chiedere come mai la Regione usa soldi pubblici per sprecarli? È lecito volere un cambio di passo, cosa che non avviene da anni. E il bilancio consolidato del 2018 è la prova di questo spreco assoluto. Tra le criticità del suddetto bilancio vi è anche la società Filse Spa. Anche in questo caso, la Magistratura contabile ha avuto modo in passato di sollevare più di un dubbio circa l’opportunità per Regione Liguria di continuare la partecipazione indiretta in alcune delle controllate”.

“Analizzando i dati, ci chiediamo perché Regione Liguria mantenga la propria partecipazione ad esempio nel ‘Parco Tecnologico Val Bormida Srl’, società in costante perdita, o in ‘Liguria Patrimonio Srl’ e ‘Fiera di Genova Spa’, entrambe prive di dipendenti e l’ultima posta finanche in liquidazione?”

“Critico poi il fatto che siano presenti così numerose controllate secondo il tipico modello ‘in house’ adottato in Liguria, tanto è vero che il rischio più grande è quello di perdita del controllo diretto sulle società, inteso come controllo sulla spesa, sulla gestione e sulla governance aziendale in senso lato, il tutto a beneficio di Filse e a danno dei cittadini”.

“La modalità delle convenzioni, dato l’elevato numero di interventi e settori, non permette un controllo e un monitoraggio chiaro. Regione Liguria non è in grado di rispondere a richieste di chiarimento se non in modo lacunoso o avanzando direttamente note prodotte dalla stessa Filse. Ravvisiamo, in merito, anche un altro rischio palese, cioè il veder spostato in capo a Filse una responsabilità politica che invece gli deve rimanere estranea, considerato soprattutto l’elevato ammontare delle risorse finanziarie che si ritrova a gestire. Ricordiamo a tutti che stiamo parlando soldi dei cittadini liguri, non di soldi privati della Giunta Toti”.

“Punti critici rimangono le operazioni IPS (Insediamenti Produttivi Savonesi ScpA) e Fiera di Genova: il fatto che siano operazioni lunghe e complesse non è una scusante, quanto piuttosto un espediente per posticipare a dopodomani risultati che oggi sono ancora poco chiari. La domanda cui dovremmo ricevere risposta è: Regione Liguria ne beneficerà oppure no? Gestire questo tipo di investimenti deve sempre rispondere a una domanda: i cittadini liguri ne trarranno beneficio? Fino ad ora non è stato affatto così”.

Sergio Rossetti (Pd) ha annunciato voto contrario al provvedimento. “All’inizio del mandato la giunta – ha detto – aveva annunciato una impostazione che avrebbe determinato degli impatti sull’economia regionale ma è evidente che, guardando il Consolidato e analizzando quanto è avvenuto in relazione alle partecipate e controllate, tutto è rimasto così come era, non ci sono state uscite (della Regione) da aziende che sono da tempo in liquidazione, non abbiamo avuto nei bilanci situazioni che abbiano modificato i dati”. Rossetti ha aggiunto polemicamente: “Ci pare di capire che, nonostante l’intento della giunta, il vento non è cambiato”. Secondo il consigliere, inoltre, il Fondo strategico “ha distribuito le risorse a pioggia”.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha presentato una relazione molto dettagliata concludendo che, rispetto al Bilancio consolidato del 2017, non ci sarebbero grandi cambiamenti e ha ribadito perplessità sulla partecipazione indiretta della Regione in alcune controllate. Secondo il consigliere, inoltre, il Bilancio consolidato in alcune parti mancherebbe di trasparenza. “Filse – ha aggiunto – di fatto assume una responsabilità politica che non le compete”. De Ferrari, infine, ha rilevato che l’aspetto più negativo riguarda il risultato di esercizio.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha dichiarato, rivolgendosi alla giunta: “Avete esordito affermando che ci sarebbero stata una rimodulazione dei finanziamenti, ma oggi dalla Corte dei conti dimostra che ci sono alcuni problemi”. Pastorino ha denunciato lo stato di stagnazione dell’economia ligure lamentando, fra l’altro, l’assenza nelle sedute del Consiglio e sul territorio dell’assessore alle Attività produttive: “Le manovre di bilancio fotografano lo stato della Regione, sono deboli e non denotano sviluppo. Gli imprenditori – ha aggiunto – si domandano se questa amministrazione ha migliorato la situazione della Liguria”. Pastorino ha annunciato voto negativo

Il presidente della giunta Giovanni Toti è intervenuto nel dibattito: “Se esiste un problema di comprensibilità e di trasparenza del documento questo è certamente possibile nella complessità dei sistemi di bilancio pubblici e viene fatto sulla base di quello che il legislatore nazionale ha voluto inserire come atto, giusto perché serve anche ai gruppi di controllo, e quindi alle opposizioni e a tutte le istituzioni”. Rispetto all’accorpamento di varie società richiesto da alcuni consiglieri di minoranza, Toti ha aggiunto: “Penso che si possa fare ancora un lavoro di semplificazione molto importante nel panorama delle società pubbliche che abbiamo ereditato in questa Regione, ma sottolineo che alcune cose sono state fatte”. Il presidente ha aggiunto: “Non escludo che negli anni a venire chiunque governi questa Regione possa andare avanti nel semplificare il panorama delle società pubbliche, fermo restando che alcune di esse hanno un ruolo importante”.

Il presidente ha concluso: “Ad un anno di distanza o poco più dal crollo del Ponte Morandi, i principali indicatori economici non ci danno il panorama che le opposizioni hanno descritto, ma tutt’altro. Cito numeri che provengono da Unioncamere, quindi i fabbisogni occupazionali del prossimo trimestre, così come dichiarati dalle aziende, segnano un dato straordinarimente positivo”.

E Toti ha elencato, nel dettaglio, l’andamento positivo delle start up tecnologiche, del traffico portuale, dei crocieristi e, rispetto all’utilizzo del Fondo strategico, ha ribattuto: “La Regione è tra le più virtuose d’Italia nell’utilizzo di tutti i fondi europei quanto a volume di spesa”.

Giovanni Lunardon (Pd) ha dichiarato: “La Liguria nel 2019 sta attraversando una fase di recessione e nei prossimi anni passeremo alla stagnazione. Nei documenti di bilancio non ci sono proposte e visioni di lungo termine”. Secondo il consigliere “il Grow Act prevedeva elementi di innovazione, ma oggi di quel documento non è rimasto nulla, la giunta non ha fatto nulla all’altezza di quelle previsioni e se ne sono perse le tracce”. “Il Fondo strategico – ha aggiunto – era una buona idea che, anche se si alimenta in modo rischioso attraverso mutui, poteva essere importante, se fosse stato utilizzato in modo davvero strategico e non con finanziamenti a pioggia”.

Federico De Rossi
30 Settembre 2019 alle 15:58
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