
Albenga. La città di Albenga si sta preparando a Ottobre De André, l’evento tanto atteso che ogni anno registra il tutto esaurito fin dalle prime ore dell’apertura delle prenotazioni. Ottobre De André, organizzato dai Fieui di Caruggi in collaborazione con il Comune di Albenga e il sostegno di tanti amici, è una manifestazione forte, sentita da tutta la città. Una grande festa che trasforma Albenga per tutto il mese di ottobre nella città di Fabrizio De André, con i preziosissimi quanto rari patrocini della Fondazione De André e di Viadelcampo29rosso. Non è un tributo a Fabrizio De André, ma un gesto d’amore che ogni anno i Fieui di Caruggi rinnovano, con l’aiuto di Dori Ghezzi e Antonio Ricci, oltre a Franco Fasano e di molti amici artisti.
Si tratta di un appuntamento molto amato nato nel 2011. Avrebbe dovuto rimanere un “unicum”, ma grazie al favore popolare, l’evento ormai ha una cadenza annuale e, anno dopo anno, si arricchisce di valore e partecipazione. Non solo. Effettivamente, tra i principali motivi per cui l’evento continua ad essere organizzato, c’è una precisa richiesta rivolta ai Fiuei di Caruggi da parte di Don Andrea Gallo, grande amico di Faber, fatta poco prima di morire. Consapevole dello stato di salute ormai precario, il don era preoccupato per le sorti della sua Comunità di San Benedetto al Porto. Lasciare i “suoi” ragazzi era il suo tarlo, perché avrebbero perso la guida e anche il sostegno economico. Lui sapeva come e a chi chiedere i fondi necessari per portare avanti il suo lavoro. E lo dimostrò, ancora una volta, rivolgendosi ai Fieui di Caruggi, chiedendo espressamente di continuare ad organizzare Ottobre De André e di devolvere il ricavato alla Comunità da lui creata. Così è: i monelli dei vicoli di Albenga, con l’accordo e l’aiuto di Dori Ghezzi e Antonio Ricci, onorano ogni anno la promessa fatta, malgrado le difficoltà di varia natura.
L’edizione 2019 di Ottobre De Andrè cade nel ventesimo anniversario della scomparsa di Faber ed è infatti imperniata sul tema del ricordo. Sul palco del Teatro Ambra di Albenga e nella suggestiva chiesa sconsacrata di San Lorenzo si esibiranno artisti che per anni hanno condiviso con l’amato poeta e cantautore genovese concerti, successi, vita ed emozioni. Proporranno alcune tra le più belle canzoni di De André e racconteranno momenti di vita e di musica vissuti insieme, facendo rivivere anche, a chi l’ha vissuto personalmente, o vivere, a chi non c’era, il memorabile concerto del 1991, parte del tour estivo Le Nuvole, che Faber e il suo gruppo di musicisti tennero allo Stadio Riva di Albenga.
Altri artisti che hanno segnato in modo indelebile il mondo della musica italiana porteranno la memoria storica e forse un po’ di nostalgia ad Albenga e agli organizzatori indisciplinati guidati da Antonio Ricci, che nel 2019 compiono trent’anni. Ecco: questo è il regalo che i Fieui di Caruggi hanno voluto farsi per il loro compleanno.
Trafficanti di sogni… e di ricordi è il momento conclusivo, quello più genuino, in cui la famosa Cantina dei Fieui di Caruggi viene allestita sul palco del Teatro Ambra per ospitare tanti amici, che per l’occasione vengono accolti da Dori Ghezzi e Antonio Ricci. Ognuno porta qualcosa: chi il vino, chi il formaggio o la focaccia, chi una canzone o una testimonianza. E per continuare ad essere “trafficanti di sogni”, come diceva Don Gallo, ognuno porta in dono agli altri un sogno, che sia da realizzare, infranto, in corso o già realizzato. Durante l’appuntamento con i Trafficanti di sogni… e di ricordi ogni muro viene abbattuto, grazie al grande calore che dal pubblico sale verso il palco e viceversa. L’intero teatro diventa un luogo di grande condivisione in cui tutti insieme si ride, si canta, si balla (sì, avete letto bene), ci si commuove e si provano forti emozioni. Un’esperienza magica, che poche volte possiamo vivere partecipando a uno spettacolo.
Così quest’anno ricorderemo il nostro amato Faber, che si è spento nel 1999 all’età di 58 anni per un tumore. Con la scomparsa del poeta degli ultimi e delle “anime salve”, la musica è rimasta orfana di uno dei più grandi compositori italiani, capace di mettere in rima e in musica la sua Genova, la vita nei vicoli, la storia dell’uomo con le sue debolezze, con particolare attenzione agli emarginati. Ha cantato con coraggio morale, da contestatore quale era, ponendo in evidenza ciò che per i più era invisibile, ovvero la nobiltà degli ultimi, mettendoli spesso a confronto con le coscienze di chi puntava loro il dito contro. Con uno spessore umano singolare, non è rimasto spettatore, ma con la sua poesia è sceso in strada per dare voce finalmente a chi non ne aveva mai avuta. “Perché scrivo? Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile” Cit. F. De André.
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